Area Riservata

Accesso riservato ai professionisti
della salute. Registrati o accedi.
Password dimenticata?

Newsletter

Iscriviti alla newsletter »
Leggi l'ultimo numero »

Benessere

Difendersi dalle allergie

La primavera, come ogni anno, porta il sole e la bella stagione ma anche i pollini.La primavera, come ogni anno, porta il sole e la bella stagione ma anche i pollini, responsabili di molte allergie che colpiscono indifferentemente uomini e donne, adulti e bambini.
Le allergie respiratorie, in particolare, sono causate oltre che dai pollini, anche dagli acari della polvere, da certi farmaci, da alcuni specifici alimenti e dai peli di animale. Si tratta del risultato di una reazione inappropriata ed esagerata dei meccanismi di difesa dell'organismo quando entrano in contatto con sostanze di vario tipo, dette allergeni, che normalmente sono ben tollerate.
L'allergia provoca dei sintomi molto diversificati che variano molto in base al grado di sensibilizzazione del soggetto. In genere, essi riguardano gli occhi, che si arrossano e lacrimano, l'apparato respiratorio e la pelle.

Ridurre l'esposizione ai pollini

Coloro che soffrono dei cosiddetti raffreddori "da fieno", di congiuntiviti e di crisi di asma bronchiale dovrebbero cercare di difendersi, riducendo il più possibile l'esposizione ai pollini. In che modo? Ecco alcuni semplici accorgimenti:

  • evitare di svolgere attività fisiche all'aperto nelle ore centrali del giorno (da metà mattinata a metà pomeriggio), durante le quali è maggiore la concentrazione di pollini nell'aria, a meno che il tempo non sia piovoso;
  • preferire gli sport al chiuso, specie nelle giornate di vento;
  • cambiarsi d'abito appena rientrati in casa in modo da non portarsi dietro i pollini raccolti sui vestiti durante l'attività esterna;
  • arieggiare la casa preferibilmente nelle ore della sera e della notte;
  • se possibile installare condizionatori d'aria dotati di filtri antipolline;
  • asciugare il bucato in casa o nelle apposite asciugatrici, evitando per quanto possibile di farlo all'aria aperta;
  • evitare di tenere in casa oggetti con pelo: tappeti, moquette, tappezzerie di stoffa, coperte "pelose", peluche;
  • lavare il naso con soluzione fisiologica più volte al giorno, ma specialmente di sera
  • usare il casco integrale andando in moto o motorino.

Alcuni esperti consigliano, inoltre, di evitare anche l'assunzione di particolari cibi che, nei periodi più a rischio di allergia ai pollini, potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.
I soggetti allergici alle graminacee nei periodi di crisi dovrebbero evitare di mangiare pomodori, arance, kiwi, pesche, ciliegie, angurie e meloni; gli allergici alla betulla non dovrebbero assumere carote, finocchi, prezzemolo, mele, fragole, frutta secca, pere, sedano e prugne; gli allergici all'ambrosia e alle composite dovrebbero evitare cicoria, sedano, angurie, meloni, banane, castagne, margarina, miele, camomilla, olio di girasole; gli allergici alla parietaria dovrebbero invece stare lontani da basilico, melone, ciliegie e piselli.

Sono disponibili in farmacia ed in rete utili strumenti, i calendari pollinici, che informano su quali pollini sono nell'aria nelle varie regioni a seconda del periodo dell'anno.

top

Difendersi dagli acari

Gli acari preferiscono stabilirsi e proliferare sono, di norma, i cuscini e i materassi dei letti.Tra le cause più frequenti di allergie respiratorie (rinocongiuntivite, asma) gli acari della polvere domestica rivestono un ruolo preminente, soprattutto nei paesi evoluti ed industrializzati. A differenza dei pollini che determinano allergie stagionali, gli acari sono causa di allergie perenni.
Questi microscopici aracnidi (150-400 micron) trovano nelle nostre case il loro habitat ideale favorito dal particolare microclima (temperatura tra i 20° e i 30°; 70% di umidità), dalla mancanza di ventilazione e dal ridotto ricambio d'aria. Le sostanze allergizzanti presenti nel corpo dell'acaro si disperdono nell'aria e, se respirate, provocano sensibilizzazioni o crisi allergiche in molti soggetti.
I luoghi della casa in cui gli acari preferiscono stabilirsi e proliferare sono, di norma, i cuscini e i materassi dei letti. Infatti, il prolungato contatto del corpo umano non solo sviluppa calore e umidità, ma fornisce l'alimento principale degli acari: le scaglie cutanee che si eliminano con la defoliazione e la forfora.
L'effetto allergizzante degli acari sul paziente può essere efficacemente ridotto e controllato usando i cosiddetti sistemi di barriera. I copricuscini e i coprimaterassi antiacaro costituiscono i sistemi più rapidi, semplici ed efficaci per ridurre al di sotto dei limiti di sensibilizzazione le concentrazioni degli allergeni degli acari.

top

Reazioni avverse ai farmaci

Le allergie agli acari, alla polvere e quelle stagionali legate ai pollini sono sicuramente le forme allergiche di cui più si parla. Ma ne esistono anche altre, meno comuni, con cui alcune persone devono convivere ogni giorno. Tra queste vi sono le allergie ai farmaci. Chi ne soffre deve evitare alcune medicine e avvertire sempre il medico prima di ogni intervento terapeutico. Per ogni farmaco esiste, infatti, un certo numero di "reazioni avverse", che convenzionalmente vengono riunite in gruppi, indicati con lettere maiuscole dell'alfabeto, in base alle loro caratteristiche di affinità.
Il gruppo A comprende reazioni farmacologicamente prevedibili. Esse sono correlate all'azione propria della molecola contenuta nel farmaco specifico e si possono verificare in ogni persona, anche senza una predisposizione individuale. Appartengono a questo gruppo anche gli effetti collaterali, che ogni farmaco può causare e che solitamente sono riportati sui foglietti illustrativi.
Il gruppo B annovera le reazioni che si verificano su base immunologica, e cioè le forme allergiche che, al contrario, sono assolutamente imprevedibili, si manifestano indipendentemente dal dosaggio del farmaco e non sono correlate alla sua azione intrinseca, ma si verificano invece per reattività individuale di soggetti predisposti.
Non bisogna quindi confondere le allergie, dovute alle caratteristiche proprie di un individuo, con gli effetti collaterali, dovuti alle caratteristiche proprie di ciascuna molecola farmacologica e potenzialmente comuni, anche se in percentuali diverse, a tutte le persone che assumono quel farmaco.
Le manifestazioni delle allergie da farmaco non differiscono dalle altre. Esse possono provocare eruzione cutanea, orticaria e asma, soprattutto se l'assunzione del farmaco avviene per via sistemica (per bocca o per via endovenosa), con una serie di reazioni molto più evidenti, importanti e immediate rispetto a quelle provocate dai farmaci per uso topico (come per esempio le pomate), che causano più facilmente allergie da contatto localizzate. Alcune possono essere gravi (shock anafilattico), ed è quindi sempre importante conoscerne la causa ed essere tempestivi nell'intervenire. Per individuare le allergie da farmaco è importante, in presenza delle suddette manifestazioni, effettuare un'accurata raccolta di tutti i dati che il soggetto può fornire in proposito riguardo ai tempi e ai sintomi, in modo da accertare i rapporti cronologici tra l'assunzione di un farmaco e la comparsa dei segni clinici.

top

Intolleranze o allergie alimentari?

Per fare un po' di chiarezza, si può cominciare col dire che gli esperti chiamano "reazioni avverse ad alimenti" qualsiasi sintomo negativo in risposta all'ingestione di cibo; le reazioni vengono poi distinte in "intolleranze alimentari" e "allergiche propriamente dette".
Le reazioni da intolleranza alimentare sono causate da una carenza di enzimi o proteine del nostro organismo che provoca una forte difficoltà a digerire e assimilare alcune sostanze.
Intolleranza al latte, causata da una carenza di lattasi (l'enzima che serve per digerire il lattosio)Il deficit enzimatico può essere congenito o acquisito. In quest'ultimo caso può essere transitorio e provocato, per esempio, dall'infiammazione della mucosa gastrointestinale, a causa di una colite o di una gastrite. Esempi tipici sono l'intolleranza al latte, causata da una carenza di lattasi (l'enzima che serve per digerire il lattosio), e la celiachia, per cui chi ne soffre non riesce a digerire il glutine, una sostanza contenuta in alcuni cereali come grano, orzo, avena e segale, e di conseguenza non può mangiare alimenti comuni come il pane o la pasta, a base di grano. Le intolleranze alimentari sono, in altri termini, una reazione causata da una malattia, il sintomo di un disturbo che sta alla base e che porta l'organismo a non tollerare un determinato alimento. I sintomi più ricorrenti, comuni alle intolleranze alimentari, sono dolori addominali, disturbi intestinali come la diarrea ed eruzioni cutanee di tipo pruriginoso come l'orticaria. Sintomi tipici, ma meno comuni, sono anche disturbi di tipo respiratorio come la rinite e l'asma bronchiale.
Le reazioni date da intolleranza vanno distinte dalle allergie alimentari, che sono causate, invece, dalla produzione di anticorpi specifici contro determinati alimenti che l'organismo riconosce come estranei e dannosi. Le allergie sono un fenomeno tipico dell'infanzia e sono legate soprattutto al latte e alle proteine dell'uovo. Per quanto riguarda gli adulti, esse si manifestano successivamente all'ingestione di alimenti vegetali nei soggetti allergici ai pollini, per fenomeni detti di cross-reattività.
Mentre le allergie alimentari insorgono generalmente a breve distanza di tempo dall'ingestione dell'alimento responsabile, nel caso delle intolleranze i disturbi possono insorgere anche a distanza di tempo e non sono dipendenti dalla dose di cibo ingerita.
Un'altra differenza sostanziale tra allergie e intolleranze alimentari consiste nel fatto che queste ultime non dipendono dalla dose di alimento che viene ingerita.

top

Le allergie agli animali domestici

Le allergie agli animali domesticiTenere un animale in casa può essere di grande compagnia per le persone sole e rappresentare un efficace metodo di responsabilizzazione per i bambini. Purtroppo, però, avere un animale in casa può provocare reazioni allergiche nei conviventi a causa dell'inalazione dei loro peli o del contatto con saliva e urine (quando gli si dà da mangiare o quando si pulisce la lettiera del gatto, per esempio).
Tra tutti gli animali che possono determinare reazioni allergiche, il gatto, ad esempio, costituisce uno degli allergeni più potenti fra quelli che potremmo avere in casa. Contrariamente a quanto si pensa, però, i peli del nostro felino non c'entrano nulla. La causa principale di asma e starnuti sono le proteine contenute nella saliva che, una volta seccate, si depositano in ogni angolo. Per trovare comunque una conciliazione tra esigenze affettive e salute fisica esistono degli accorgimenti: lavare il gatto una volta alla settimana oppure passargli sul pelo un liquido appositamente studiato, reperibile nei negozi di animali.
In verità, l'animale ideale per un soggetto allergico è sicuramente quello con poco pelo; per esempio si potrebbe pensare ad un acquario, anche se poi l'umidità potrebbe comunque provocare muffe.

top

Le muffe

Sono una delle cause di rinite stagionale, insieme ai pollini. Si tratta di piccole spore che, proprio per le loro ridotte dimensioni, riescono a superare le naturali difese dell'organismo, rappresentate dai filtri nasali, e quindi ad entrare fin nei polmoni. In alcuni soggetti allergici, l'allergia alle muffe può essere peggiorata dall'ingestione di determinati alimenti.
Le muffe si trovano facilmente negli ambienti umidi: nei giardini, nelle stanze da bagno, ma anche nelle piante o nei filtri del condizionatore di casa. I cambiamenti di temperatura e di clima incidono enormemente sulla loro presenza: per esempio, la pioggia porta via la maggior parte delle muffe più grandi, ma mette in circolo quelle più piccole, cioè proprio quelle che più facilmente provocano allergia.

top

Le allergie agli insetti pungitori

Le allergie agli insetti pungitoriIn Italia gli imenotteri (vespe, calabroni, api) sono gli insetti potenzialmente responsabili di reazioni allergiche gravi e alcune volte fatali. L'allergia al veleno degli imenotteri interessa una percentuale di popolazione stimabile intorno al 3%.
Altri artropodi, tra i quali zanzare, tafani e zecche, possono indurre solo eccezionalmente reazioni allergiche, mentre la loro puntura è spesso causa di reazioni infiammatorie o infettive.
Circa la metà dei soggetti punti, dopo una iniziale reazione allergica, acquisisce una tolleranza spontanea alle punture dell'insetto responsabile, mentre nell'altra metà dei soggetti è possibile che si verifichino reazioni più gravi.
Per i soggetti identificati come allergici il vero intervento preventivo è la desensibilizzazione mediante vaccini specifici, somministrati a dosi crescenti. L'immunoterapia specifica risulta in grado di proteggere dalle punture più del 90% dei pazienti trattati ed è una terapia "salva vita".

A cura di Erica Sorelli