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Benessere

Abbronzatura sicura

Scoprire il proprio fototipo

La sensibilità alle radiazioni ultraviolette è diversa per ognuno di noi e dipende dai cosiddetti fototipi, che sono sostanzialmente quattro:

Fototipo I

Fototipo I

la pelle ha una colorazione lattea, non si abbronza mai, al sole si ustiona, si gonfia, si sfoglia. Il consiglio è di evitare il più possibile l'esposizione al sole.
Fototipo II

Fototipo II

la pelle è chiara, a volte con efelidi, di norma si ustiona, gradualmente sviluppa una leggera pigmentazione; si consiglia di esporsi al sole utilizzando schermi a protezione molto alta o totale.
Fototipo III

Fototipo III

la pigmentazione è bruna o olivastra, di norma si abbronza ma può ustionarsi; sarà bene utilizzare prodotti a media capacità schermante.
Fototipo IV

Fototipo IV

la pelle è bruna, scura o nera, si abbronza sempre e rapidamente, quasi mai si ustiona; si possono utilizzare prodotti a bassa protezione.

La sensibilità può anche essere influenzata dall'assunzione di alcuni farmaci; per esempio alcuni antibiotici, antidepressivi, estrogeni e diuretici possono scatenare reazioni avverse, come macchie, eritemi, eczemi, pruriti, se ci si espone alla radiazione solare. Un'utile raccomandazione quindi, nel caso si faccia uso di questi farmaci, è quella di consultare sempre il proprio medico curante prima di esporsi al sole.

Scegliere il prodotto solare adatto

Scegliere il prodotto solare adattoUna volta stabilito il fototipo di appartenenza, si può passare alla scelta del prodotto solare più adatto al proprio tipo di pelle. Un buon prodotto solare deve avere sia un fattore di protezione contro i raggi ultravioletti B sia contro gli UVA (i responsabili di allergie, invecchiamento cutaneo e comparsa di macchie sulla pelle). La presenza di questi filtri deve essere indicata dalle sigle, chiaramente visibili sulla confezione, SPF (Sun Protecting Factor) per la protezione dagli UVB e PPD (Persistent Pigment Darking) per gli UVA.
I fattori di protezione per i due tipi di filtro sono differenti: per una buona qualità del PPD è necessario che il suo valore sia pari a un terzo rispetto al valore del SPF. In ogni caso, gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità affermano che un buon filtro solare dovrebbe avere un fattore di SPF di almeno 15, dovrebbe essere fotostabile, e resistente all'acqua.

Quale fattore di protezione?

Le applicazioni dovrebbero essere ognuna di almeno 25 grammi di prodotto andrebbero ripetute ogni tre ore circa, dopo ogni immersione o doccia, e anche in seguito a grandi sudate.Il fattore di protezione – comunemente indicato con una cifra (per esempio 5, 10… 20) – indica il numero di ore di esposizione ai raggi ultravioletti che il prodotto garantisce senza che si verifichi l'eritema. È bene ricordare che secondo studi epidemiologici la probabilità di ammalarsi di alcuni tumori della pelle è in relazione al numero e all'intensità delle ustioni da esposizione di cui si è stati vittime nel corso della vita. E va altresì ricordato che l'eccesso di radiazioni solari è coinvolto non solo nell'insorgenza di neoplasie, ma anche nei processi di invecchiamento della pelle, nella formazione di macchie, nella rottura di piccoli vasi: anche queste sono ottime ragioni per evitare di esporsi agli ultravioletti senza filtri di protezione.

Le applicazioni dovrebbero essere ognuna di almeno 25 grammi di prodotto (due milligrammi ogni centimetro quadrato di pelle, più o meno) andrebbero ripetute ogni tre ore circa, dopo ogni immersione o doccia, e anche in seguito a grandi sudate. Sarà bene ricordare che circa il 60 per cento delle radiazioni ultraviolette ci raggiunge all'ombra, quindi anche sotto l'ombrellone vanno prese le precauzioni necessarie.

Autoabbronzanti, abbronzanti e lampade

A differenza dei prodotti solari che contengono filtri solari, gli autoabbronzanti sono dei semplici coloranti della pelle che non svolgono alcuna azione protettiva da scottature o eritemi solari. Anche i cosiddetti abbronzanti non preservano dalle scottature, ma al contrario potenziano l'attività iperpigmentante delle radiazioni grazie a sostanze quali l'olio di cocco e l'olio di noce.

Se l'esposizione alle radiazioni solari deve essere costantemente controllata per prevenire effetti collaterali spiacevoli (scottature, eritemi, invecchiamento cutaneo, tumori della pelle), l'abitudine di ricorrere a lampade abbronzanti andrebbe limitata il più possibile se non addirittura abolita. Le lampade abbronzanti provocano ustioni, invecchiano la pelle, aumentano il rischio di ammalarsi di tumori cutanei e inducono fotosensibilità ai farmaci esattamente come il sole. Di fatto nuocciono più del sole, per la potenza della radiazione e, soprattutto, per un effetto cumulativo. Infatti, ammesso anche che nei centri estetici le apparecchiature siano sottoposte ad adeguati controlli, le radiazioni ultraviolette emesse delle lampade si sommano alla radiazione solare alla quale ci si espone normalmente. Di conseguenza, sottoporvisi regolarmente aumenta tutti i rischi legati alle radiazioni solari, compresi quelli di sviluppare tumori.

Per abbronzarsi in sicurezza ricordatevi che:

  • i raggi ultravioletti attraversano le nuvole;
  • sotto l'ombrellone si riceve più del 50 per cento di tutti i raggi ultravioletti;
  • il 95 per cento degli ultravioletti penetra nell'acqua;
  • il 50 per cento degli Uv-B arriva sulla Terra tra le 11.00 e le 15.00, quindi evitando questa fascia oraria già si risparmia una buona fetta di fotodanneggiamento;
  • la radiazione solare raggiunge la retina, quindi gli occhiali con lenti scure non vanno considerati solo un optional;
  • i bambini, soprattutto prima dei tre anni, non andrebbero esposti al sole senza indumenti e cappellino, possibilmente con visiera per riparare gli occhi;
  • la variabile fondamentale nello scegliere il giusto atteggiamento nei confronti del sole è la consapevolezza del proprio fototipo;
  • i filtri solari di buona qualità, sebbene non facciano miracoli come a volte promettono, sono efficaci.

Precauzioni e consigli

Chi ha pelle e occhi chiari e capelli biondi o rossi, dovrebbe proteggersi adottando precauzioni aggiuntive, quali indossare abiti che coprano adeguatamente braccia e gambe, usare il cappello, stare all'ombra quando è possibile, evitare di fare sport per tempi prolungati sotto il sole. I filtri solari non bastano per proteggersi dal sole. Tuttavia l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro sostiene l'utilità dei filtri solari nella prevenzione delle scottature e di alcuni tumori della pelle, soprattutto i carcinomi squamo-cellulari. Questi prodotti dovrebbero, comunque, essere considerati solo una parte della protezione. Chi ha pelle e occhi chiari e capelli biondi o rossi, affermano i dermatologi, dovrebbe proteggersi adottando precauzioni aggiuntive, quali indossare abiti che coprano adeguatamente braccia e gambe, usare il cappello, stare all'ombra quando è possibile, evitare di fare sport per tempi prolungati sotto il sole. Inoltre, i bambini sotto i tre anni non dovrebbero essere esposti al sole diretto.
Infine, bisogna ricordare che l'esposizione ai raggi ultravioletti e ai viola-blu può essere nociva anche per gli occhi. Occorre dunque indossare un paio di occhiali da sole al mare o in alta montagna tenendo presente che le lenti di colore marrone sono le migliori per la protezione dai raggi solari, le lenti polarizzanti sono capaci di filtrare anche i riflessi. Nel settore ottico esistono quattro categorie di filtro solare, contraddistinte dai numeri da zero a quattro, e le ultime due categorie (filtro scuro e filtro molto scuro) sono indicate rispettivamente per l'esposizione in pieno sole e per le forti illuminazioni, quindi per l'alta montagna e le superfici riverberanti, gli occhiali da sole, infine, devono presentare la marcatura CE (Comunità Europea).

A cura di Erica Sorelli