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Benessere

Inestetismi della pelle

Macchie cutanee

Le macchie cutanee possono formarsi per una distribuzione non uniforme della melanina, sostanza che speciali cellule cutanee dette melanociti producono nel corso di un processo fisiologico definito melanogenesi.
La formazione di questo pigmento bruno che conferisce colore alla pelle proteggendola dall'irradiazione solare, viene stimolata dall'azione dei raggi ultravioletti (UV). La melanina infatti ci difende dagli effetti dannosi degli UV formando una barriera pigmentata che si traduce visivamente nello scurimento delle zone cutanee esposte al sole (abbronzatura).

È possibile distinguere due tipi di macchie cutanee:

  • il melasma che è caratterizzato dalla formazione di macchie di colore marrone-grigiastro localizzate prevalentemente sul viso. Il melasma può essere causato dalla presenza di patologie a livello cutaneo o ghiandolare, dalla gravidanza, dalla menopausa, dall'uso di contraccettivi orali, dall'utilizzazione di alcuni cosmetici o profumi, dall'assunzione di alcuni farmaci.

  • le lentigo senili che sono chiazze isolate di colore bruno, di forma prevalentemente tondeggiante, che si localizzano prevalentemente nelle zone del corpo più esposte alla luce del sole (viso, mani). Queste macchie, che si formano con l'avanzare dell'età, sono dovute ad un'iperpigmentazione dello strato corneo favorita da esposizioni prolungate ai raggi ultravioletti e a lampade abbronzanti.

Per trattare le macchie cutanee è importante innanzitutto eliminare, quando è possibile, i fattori scatenanti.
Poi, per eliminare o attenuare l'inestetismo, il dermatologo sceglierà il trattamento che riterrà più efficace prescrivendo, ad esempio, l'applicazione locale di prodotti schiarenti, lenitivi e contenenti filtri solari. In taluni casi il medico può ritenere utile utilizzare una delle tecniche di peeling: procedimento terapeutico usato in dermatologia per eliminare alcuni inestetismi attraverso la rigenerazione della pelle ottenuta con la rimozione degli strati cutanei più superficiali.

A cura di Antonella Argiroffo