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Il Punto VI(P)

Due chiacchiere con Claudia

Claudia Gerini
Aveva il gusto per lo spettacolo nel Dna, se è vero che già da piccolissima, nello stabilimento balneare di Ostia (sul litorale laziale), organizzava recite e gare di danza con le sue amichette. Ecco perché oggi è tra le attrici più richieste e stimate: Claudia Gerini, 36 anni, romana doc e mamma di una bimba di quattro anni. Dall'esordio tra le ragazzine terribili di "Non è la Rai" (il programma di Gianni Boncompagni su Canale 5), è passata a trasmissioni televisive di successo come "Mai dire gol", il Festival di Sanremo (nel 2003) e il concerto del Primo Maggio (nel 2007). Per il cinema vanta un curriculum con 33 film, lavorando per registi come Carlo Verdone (da "Viaggi di nozze" a "Sono pazzo di Iris Blond", fino all'ultimo "Grande, grosso e Verdone"), Giuseppe Tornatore ("La sconosciuta") o Sergio Castellitto ("Non ti muovere").

Maturità classica nel cassetto, parla inglese, francese e spagnolo. Compagna di Federico Zampaglione, musicista dei Tiromancino, è anche testimonial della campagna di sensibilizzazione per il vaccino contro il papillomavirus.

Si ricorda il suo primo impatto con la contraccezione?

Avrò avuto 16 anni, decisi di andare in un consultorio per farmi dare la pillola. Ricordo perfettamente che il solo fatto di aver deciso di rivolgermi a quella struttura, mi faceva sentire adulta, donna. Era una sorta di atteggiamento trasgressivo, per quei tempi. Ma non provavo nessun imbarazzo, tutt'altro.

E come andò, con la pillola?

Così così: cominciai a mettere su qualche chilo di troppo, allora smisi subito. Ma erano altri tempi, i farmaci di oggi sono molto diversi, hanno meno effetti collaterali. E poi ci sono talmente tante alternative, che c'è solo l'imbarazzo della scelta.

A proposito di imbarazzi: mai avuti timori usando gli anticoncezionali?

Mai. È questione di rispetto verso se stessi e verso il proprio partner. Non c'è proprio alcun motivo di provare imbarazzo.

Gli adolescenti di oggi preferiscono i rapporti non protetti, per ignoranza o semplice pigrizia…

Trovo sia l'atteggiamento più superficiale del mondo.

Che cosa direbbe alle teenagers che non usano anticoncezionali?

Parlerei chiaro. Cercherei di far capire loro che bisogna prenderla come una tappa fondamentale del proprio percorso di crescita: ragazze, state diventando donne. Quindi non potete continuare a ignorare che l'amore è bello, il sesso è bellissimo, ma ci sono dei rischi. C'è il modo per evitarli: approfittatene. Insomma, la butterei sull'orgoglio di donna.

In che senso?

Noi donne sappiamo bene che a queste cose, come del resto a tante altre, i maschi non pensano. Gli uomini tendono a non vedere al di là del proprio naso. Le donne si riconoscono proprio per questa loro capacità di guardare al domani e al dopodomani. Insomma: se siete donne vere, a questo problema dovete pensarci voi.