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Due chiacchiere con Francesca
 
 

Francesca Piccinini
A 30 anni appena compiuti, la toscana Francesca Piccinini è un simbolo per la pallavolo italiana, una campionessa di livello internazionale (il suo palmarès conta medaglie d’oro ai campionati del mondo, ai mondiali e agli europei con la nazionale, per non parlare dei successi con la sua squadra di club, la Foppapedretti di Bergamo), un esempio da seguire per le colleghe più giovani. Quelle che proprio perché giovanissime, hanno bisogno di qualcuno che le guidi sotto tutti gli aspetti: in campo, nello spogliatoio, ma un po’ anche nella vita. “Quando le sento affrontare certi argomenti, non posso trattenermi dall’intervenire. Per far capire alle più superficiali quanto sia grave l’errore che commettono sorvolando su certe precauzioni…”.

 
 
   

Davvero si preoccupa delle sue compagne di squadra più giovani anche nella loro vita fuori dal campo di gioco?

Certo. E il motivo è semplice: lo sento un po’ come un dovere: ho avuto la fortuna di esordire in serie A da giovanissima, a 14 anni. E ricordo ancora che se non avessi avuto le compagne di squadra più mature a darmi consigli non solo di tattiche e metodi di allenamento, la mia adolescenza sarebbe stata diversa. La maturazione che mi ha potuto dare lo sport di squadra, poi, ha fatto il resto.

Come vede le adolescenti che si affacciano oggi in prima squadra: le sembrano consapevoli, dal punto di vista della sessualità?

No, e lo dico con rammarico. Le vedo superficiali, frettolose, poco informate. Sembra quasi che non si rendano conto di quanto invece sia importante affrontare con la testa sulle spalle un aspetto così fondamentale della vita privata. Ne va della salute, personale e altrui, è questo che non capiscono… Si sentono come invincibili.

Di chi pensa che sia la responsabilità di questo approccio sbagliato?

In realtà non riesco a individuare colpevoli: la scuola? Forse. I genitori? Può darsi, perché non tutti i genitori sono discreti e aperti a certi argomenti come lo sono stati i miei.

Come affronterebbe il problema se avesse una figlia?

Come fece mia madre con me: con la massima discrezione, affacciandomi nella sua fragile vita di adolescente in punta di piedi. Sono convinta che funzionerebbe…

 
   
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