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Sebbene si sia laureata in Lettere con una tesi in Ermeneutica, lo spettacolo è sempre stato il suo chiodo fisso. Il primo ruolo di un certo peso gliel'ha dato Leonardo Pieraccioni, che l'ha scelta per la parte di Bea in "Una moglie bellissima" (2007). Poi l'ha voluta anche Spike Lee, il cineasta statunitense che l'ha voluta nel cast di “Miracolo a Sant'Anna” (2008), il film che rievoca l'eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema. Da lì la strada è stata tutta in discesa. Chiara Francini, 31 anni, nata a Firenze, è stata Bea, la disinvolta e toscanaccia parrucchiera fidanzata di Alessio Boni nella fiction "Tutti pazzi per amore 2" (2010); poi Paola, nell'opera prima di Luca Rea "Cacao" (2010); e ancora, Marta, la coinquilina lesbica di Nicolas Vaporidis nella commedia di Fausto Brizzi "Maschi contro femmine" (2010). Oggi, dopo aver finito di girare anche il prequel di Amici miei (2011), Chiara potrebbe riconfermarsi nel ruolo della parrucchiera più sexy dello schermo nella terza serie di "Tutti pazzi" o persino riuscire nel colpaccio di interpretare Oriana Fallaci nella fiction tv in preparazione su Raiuno. Chi lo sa? Intanto, eccola in un'intervista molto personale che ne svela vizi, piaceri e piccole debolezze...
In questa corsa a diventare una delle migliori giovani attrici italiane c'è mai stato un disturbo fisico che l'ha rallentata?
In realtà la mia corsa in avanti è cominciata già ai tempi della scuola, dove puntavo ad essere sempre la prima della classe. Ma soffrivo di mal di pancia atroci che spesso mi impedivano anche di andare a scuola.
E da cosa dipendevano?
Non è stato per niente semplice capirlo. Mia madre, che lavora nella direzione sanitaria di un ospedale, mi fece visitare da un sacco di dottori.
Come la curarono?
Mi fecero tutti gli esami del caso, tutti negativi per fortuna. Peccato però che il mal di pancia non passava.
E allora?
Allora mia madre mi portò da uno psicologo: secondo lui quei mal di pancia dipendevano da un'ansia da perfezionismo dovuta al mio status di figlia unica. Disse che pensavo che i miei mi avrebbero voluto più bene se mi fossi rivelata perfetta ai loro occhi.
I mal di pancia passarono?
Lentamente, grazie allo psicologo, ai miei e anche a buone dosi di camomilla.
Ansia e smanie di perfezionismo si sono più ripresentate?
Come no. All'università, dove se non prendevo trenta all'esame rifiutavo e anche adesso al lavoro.
Come si manifesta l'ansia oggi?
Non riesco ad arrivare in fondo al respiro, mi manca l'aria. E il bello è che non mi succede nel mezzo di un lavoro importante, ma subito prima o, curiosamente, subito dopo. O anche quando sto aspettando una risposta di un provino, quando sta succedendo, insomma, qualcosa che non dipende dalla mia volontà.
Come la combatte ora?
Guardandomi allo specchio e dicendomi che l'ansia non riuscirà ad impedirmi di lavorare al meglio. E anche premiandomi a fine lavoro.
Come?
Con qualcosa che mi piace davvero, una tavoletta di cioccolato o una “schiacciata” con la mortadella.
Allora non è attenta alla dieta come tante sue colleghe…
Cerco di mangiare in modo sano, nella mia dieta ci sono verdure e centrifughe, però la buona tavola mi piace: non mi faccio mancare nulla, se mi va un piatto di pasta me lo mangio, idem per la “schiacciata”. Però non bevo vino, perché sono astemia.
Fuma?
No, non ho mai fumato in vita mia.
E a colazione cosa mangia?
Cappuccino e cornetto, so che non è sanissimo, ma a me piace così.
Fa sport?
Vado in palestra, seguo un programma personalizzato con il mio personal trainer, mi fido molto di lui.
Per la sua salute invece si fida più della sanità pubblica o di quella privata?
Pubblica, anche per motivi di parentela visto che oltre a mia madre anche mia zia lavora in ospedale.
E' attenta alla prevenzione?
Non potrei non esserlo, visto il mestiere di mia madre. E poi anche perché sono ipocondriaca, conosco a memoria l'enciclopedia medica e quando vado dal medico mi presento sempre con la diagnosi, ovviamente la più infausta che ci sia.
Qual è la malattia che le fa più paura?
La sclerosi multipla, insieme ai tumori.