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Confronti

Dimagrire con le erbe? Serve una guida

Intervista a Iacopo Bertini
Segretario dell’associazione Biologi Nutrizionisti Italiani e coautore del libro

Quali sono i preparati erboristici che hanno lo scopo di ridurre l'assorbimento di lipidi, calorie o zuccheri più in voga?
Per orientarsi ci si può muovere su delle direttrici ben precise, facendo riferimento a piante o estratti di erbe che:
danno la sensazione di sazietà e riducono l'assorbimento di grassi e di zuccheri (sostanzialmente  fibre di diversa natura); 
aiutano a drenare i liquidi in eccesso (cercando di contrastare il fenomeno della ritenzione idrica che affligge molte donne);
stimolano il metabolismo (alghe o piante che hanno un’azione simile a quella del caffè perché contengono sostanze alle quali è stata attribuita un'azione stimolante sul metabolismo).

Entrando un po' più nel dettaglio...
Innanzitutto, troviamo le fibre che hanno il compito di ridurre l'assorbimento intestinale dei lipidi o dei glicidi o di entrambi, sia legandoli a livello intestinale sia per l’effetto saziante.
Si tratta di preparati che si basano essenzialmente sul contenuto di fibre che possono essere quelle del guar, del glucomannano, dell'acacia.  Oppure il chitosano e lo psillio.

Quali sono invece le erbe (o gli estratti di erbe) utilizzate per stimolare il metabolismo?
In questa categoria, troviamo diversi tipi di alghe (Fucus vesiculosus, wakame, ecc.) che vengono utilizzate per l'elevato contenuto di iodio che ha la funzione di stimolare la tiroide, e per il contenuto di fucoxantina , una molecola che stimola il metabolismo.
Bisogna stare attenti agli integratori a base di alghe perché possono contenere quantità di iodio o sodio eccessive: in particolare quando sono acquistati su internet.
In ogni caso, questi prodotti devono essere evitati da chi soffre di problemi tiroidei o renali.
Un altro tipo di piante utilizzate, per il loro presunto o reale effetto stimolante sono tutte quelle cosiddette “caffeino-simili” - il guaranà, il mate, la cola – oppure anche il tè verde o l’arancio amaro, tutte piante che hanno un’azione stimolante sul metabolismo.

In pratica, queste piante dovrebbero far aumentare la spesa energetica dell’organismo. E vero che questi preparati stimolano il metabolismo, ma l’azione effettiva è sicuramente inferiore rispetto al risultato millantato dalle pubblicità. Per perdere peso non si può prescindere da una corretta alimentazione ipocalorica e, soprattutto, da un aumento del tempo giornaliero impiegato per fare attività fisica in palestra o anche, più semplicemente, fare attività fisiche piacevoli (camminare, ballare, fare giardinaggio, ecc.) purché fatte in movimento. E, molto meglio, se eseguite con una certa intensità.

“Effetto diuretico-depurativo” è l’altra parola magica associata ad alcune erbe. Quali sono?
È un altro gruppo di piante che vengono utilizzate a fini diuretico-depurativi. Si tratta di tè verde, betulla, ananas, ortosiphon e tarassaco. Sono tutte piante utilizzate a fini diuretico-depurativi, cioè per drenare l’organismo dei liquidi in eccesso, con una conseguente diminuzione del peso corporeo. Attenzione però che la perdita di peso è legata alla perdita dei liquidi e non della massa grassa.

Il 'consumatore' percepisce questi prodotti come salutistici e portatori di benessere, dunque, esenti da qualsiasi rischio. Quindi se ne consumano sempre di più e mediante auto-prescrizione. Non c'è il rischio di incappare nel prodotto sbagliato, sottovalutando rischi, controindicazioni, eventuali interazioni con altri farmaci o patologie preesistenti?
Sì, questo rischio c’è. Ad esempio, le alghe, come abbiamo detto, sono controindicate in chi ha problemi con la tiroide (ipertiroidismo). L'arancio amaro, ma anche guaranà, mate, ecc. possono essere controindicate per i cardiopatici o per chi soffre di ipertensione. E così via…

Alcuni di questi preparati accelerano il metabolismo dei farmaci, riducendone la disponibilità nell'organismo e di conseguenza l’effetto terapeutico. Ad esempio, l’iperico riduce la biodisponibilità degli ormoni, abbassando l'effetto contraccettivo. Ci sono altri preparati che hanno questo effetto sul metabolismo dei contraccettivi orali?
Esistono dei preparati erboristici che a livello endocrino possono interferire con il metabolismo dei contraccettivi assunti per via orale.
Tra questi l’iperico che è una pianta utilizzata nel caso di depressione lieve-moderata. Anche se c’è un pieno accordo in letteratura, ci sono evidenze per cui potrebbe interferire con il metabolismo dei contraccettivi orali, riducendone l’effetto terapeutico. Altre piante che è meglio evitare se si assumono contraccettivi orali sono l’agnocasto, utilizzato per alleviare i disturbi nella sindrome premestruale, e la cimicifuga racemosa.

Nessun rischio di scarso assorbimento di per chi assume prodotti a base di fibre come la crusca?
La crusca viene assunta normalmente per chi soffre di stipsi. A volte, però, può avere anche un effetto contrario all’azione per cui viene assunta. In linea generale, è preferibile assumerla con gli alimenti, privilegiando quindi cibi integrali (la pasta, ma anche il pane “realmente” integrale, ottenuto cioè a partire dalla macinazione del chicco di grano integrale, meglio se biologico, e non il pane ottenuto da farine raffinate a cui è stata aggiunta la crusca e venduto sempre come “integrale”). Se si assumono farmaci, è preferibile assumere integratori a base di fibre a distanza di almeno 2 ore, questo vale anche per la crusca.

Come sensibilizzare la donna affinché possa informare il suo medico o ginecologo su quali di questi preparati assume?
Ricordandole che queste sostanze, anche se “naturali”, hanno comunque un’azione farmacologica e possono interagire sia con i farmaci eventualmente assunti  sia con altre piante. Purtroppo, però, nella maggior parte dei casi, ci sono due aspetti da sottolineare: da un lato, molto spesso, il medico curante non conosce bene (perché questo tipo di informazioni non fanno parte della sua formazione) né le caratteristiche né le controindicazioni di questi preparati che restano per lo più di competenza del fitoterapeuta, dell’erborista e di qualche nutrizionista; dall’altro, quasi sempre, molti pazienti non riferiscono al medico l’assunzione di questi integratori non reputando la cosa molto importante.

A cura di Norina Wendy Di Blasio