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Confronti

Disturbi alimentari

A cura di Norina Wendy Di Blasio

Anoressie, bulimie, obesità complicate da disturbi dell’alimentazione e da altri sintomi psicopatologici sono patologie divenute sempre più frequenti, pericolose e costose – per chi ne soffre, per le famiglie, per la società. Per milioni di giovani il cibo si è trasformato in un nemico. Come è potuto accadere? Come è avvenuta la saldatura tra modelli culturali di vita e forme patologiche? C'è un rapporto fra il nostro attuale modo di considerare il cibo e di vivere il nutrimento e la strada che quei giovani hanno iniziato a percorrere?

Queste alcune delle domande alle quali abbiamo provato a rispondere insieme a Laura Dalla Ragione e Maria Gabriella Gentile.

Cosa caratterizza i disturbi del comportamento alimentare?

Anoressia

  • AnoressiaUn peso corporeo almeno del 15% inferiore di quello atteso (perso o mai raggiunto) che si accompagna al rifiuto di mantenere il peso al di sopra o al peso minimo per età e statura.
  • Perdita di peso autoindotta, evitando cibi che fanno ingrassare, praticando un esercizio fisico ossessivo, assumendo lassativi, diuretici, etc.
  • Paura di acquisire peso o diventare grassi anche quando si è in una condizione di sottopeso.
  • Alterazione della percezione del peso o della forma del corpo; eccessiva influenza del peso e della forma fisica sul livello di autostima; difficoltà ad ammettere la condizione di sottopeso.
  • Amenorrea – assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi - causata da una disfunzione endocrina che riguarda l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi che nelle donne si manifesta con amenorrea mentre negli uomini con la perdita del desiderio sessuale e della potenza.

Bulimia

  • BulimiaRicorrenti abbuffate, in cui grandi quantità di cibo sono consumate in brevi periodi di tempo, che sono accompagnate dalla sensazione di perdita del controllo – non si sa cosa e quanto si sta mangiando, e non si riesce a smettere.
  • Ricorrenti attività compensatorie per prevenire l'aumento di peso: vomito e purghe autoindotte; abuso di lassativi, diuretici e farmaci anoressizzanti; digiuno o esercizio fisico eccessivo.
  • Abbuffate e condotte compensatorie che si verificano con la frequenza di due volte alla settimana per tre mesi.
  • L'autostima è influenzata da peso e forma fisica che diventano, insieme al desiderio compulsivo di mangiare, una preoccupazione persistente.

Disturbo da abbuffata compulsiva

  • Disturbo da abbuffata compulsivaRicorrenti episodi caratterizzati dalla perdita di controllo alimentare, in cui grandi quantità di cibo sono consumate in brevi periodi di tempo e si ha la sensazione di perdita del controllo – non si sa cosa e quanto si sta mangiando e non si riesce a smettere.
  • Gli episodi hanno tre o più delle seguenti caratteristiche: mangiare più rapidamente del normale; mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni; mangiare molto quando non si è affamati; mangiare da soli per evitare l'imbarazzo quando si mangia; sentirsi disgustati, depressi e in colpa per aver mangiato.

Argomenti correlati: Alimentazione e dieta, Amenorrea, Calcola l'indice di massa corporea (IMC), Fisiologia del sistema riproduttivo, Obesità.