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Enciclopedia

 
Anomalie dell’entità del flusso
 

Il sanguinamento uterino può essere caratterizzato da alterazioni dell’entità del flusso che dipendono da cause organiche o disfunzionali, e sono classificabili in: ipermenorrea (aumento delle perdite) ed ipomenorrea (diminuzione delle perdite).
L’ipermenorrea comprende tre condizioni legate all’aumento delle perdite ematiche: menorragia, menometrorragia, metrorragia.
Si parla di menorragia quando il volume del sanguinamento supera gli 80 ml e dura più di 7 giorni, mantenendo però cadenza ciclica. Può verificarsi in assenza di cause o dipendere dalla presenza di displasie a livello uterino o endometriale, alterazioni emocoagulative, diminuzioni di fattori vasocostrittori od aumento di vasodilatatori.
In caso di menometrorragia, il flusso abbondante inizia come mestruazione, ma si prolunga nel periodo intermestruale per via dell’emostasi uterina. Alla base possono agire infiammazioni od iperplasia dell’endometrio, fibromi, polipi uterini o disfunzioni endocrine, ma anche fattori più generali come malattie infettive o del sangue, nefropatie ed ipertensione arteriosa.
La terza condizione, la metrorragia, riguarda perdite intermestruali non associate a mestruazioni abbondanti e si accompagna spesso a patologie gravidiche, lesioni intrauterine o cirrosi epatica.
L’ipomenorragia presenta mestruazioni di scarsa entità (inferiori a 20 ml) e di breve durata. Il fenomeno può essere di trascurabile importanza se occasionale o rappresentare il normale preludio alla menopausa se superati i 40 anni. In caso contrario potrebbe derivare da deficienze ormonali o patologie uterine e richiedere quindi un consulto ginecologico.
L’approccio diagnostico a tali alterazioni comprende innanzitutto l’esame obiettivo delle caratteristiche cliniche del flusso: entità, colore, sintomi associati, rapporti tra ciclo ed abitudini di vita. Su questa base il ginecologo stabilirà gli esami del caso (colposcopia, biopsia endometriale, ecografia transvaginale, isteroscopia, emocromo e dosaggi ormonali) e l’idonea terapia farmacologia o chirurgica.