Cos'è?
È una analisi utilizzata per diagnosticare le infezioni
provocate dalla Chlamydia
Trachomatis, un batterio molto diffuso, che si trasmette facilmente attraverso
i rapporti sessuali provocando una infezione delle vie genitali (vaginite)
o urinarie (uretrite). L'infezione da Chlamydia è particolarmente
frequente fra i giovani sessualmente attivi, spesso non provoca disturbi oppure
presenta sintomi molto lievi e; se non curata bene, può cronicizzare
ed estendersi ad altri organi, danneggiando per esempio l'utero e
le tube
di Falloppio, con il rischio di sterilità.
In gravidanza,
la Chlamydia eventualmente presente nel canale
vaginale può trasmettersi al bambino al momento del
parto: il neonato contagiato può ammalarsi di polmonite
o di una grave infezione oculare.
Perché si fa?
La ricerca della Chlamydia è indicata innanzitutto
quando sono presenti sintomi sospetti che, nella donna, sono
perdite vaginali, dolori nell'urinare e rapporti sessuali
dolorosi. Nell'uomo, l'infezione da Chlamydia può dare
disturbi urinari, dolore ai testicoli e perdite dal pene.
L'analisi
andrebbe eseguita anche nelle persone che non hanno sintomi
ma sono ad alto rischio per l'infezione. Sono a rischio gli
individui che hanno più di un partner
sessuale e non adoperano il profilattico, hanno avuto in
precedenza altre malattie trasmesse sessualmente (per esempio,
gonorrea, herpes genitale) o hanno un partner che ha già avuto
una malattia di questo tipo.
Poiché la Chlamydia in
gravidanza può essere
pericolosa, per la madre e soprattutto per il feto, è consigliato
lo screening dell'infezione (in donne senza sintomi) a partire
dal primo trimestre.
Come si esegue?
Con la stessa procedura che si usa per il Pap test, il
medico inserisce in vagina un piccolo divaricatore e quindi
preleva con uno spazzolino un campione di materiale prodotto
dal collo dell'utero che viene poi immediatamente messo
in una provetta con soluzione fisiologica. Lo stesso esame
può essere effettuato sull'urina,
soprattutto se si sospetta una infezione urinaria. Nell'uomo, oltre che sull'urina,
l'analisi si può fare inserendo un piccolo tampone nel pene.
Il materiale deve essere portato in laboratorio entro 24 ore dalla raccolta.
Oggi, grazie ad una sofisticato sistema basato sulla analisi del DNA batterico
(LCR o PCR), si può ottenere una diagnosi precisa nel 100% dei casi. La
risposta di questa analisi, disponibile ormai in molti laboratori attrezzati, è pronta
entro due settimane.
Interpretazione dei risultati
L'analisi è positiva anche quando viene identificato
un solo frammento del DNA del batterio nel campione analizzato.
Le analisi tradizionali (coltura o ricerca degli antigeni sul
prelievo del tampone vaginale) hanno invece una precisione molto
più bassa rispetto all'esame del DNA.
Se l'infezione è confermata, è necessario un trattamento
immediato, anche del partner sessuale. La terapia antibiotica è semplice,
dura una settimana e permette in genere di eliminare facilmente
l'infezione, anche se si può sempre verificare un nuovo
contagio. |
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