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| A cura di Giancarlo Bausano Medico Internista, ASL RM B, Roma |
| Ecografia | |||||
| Cos'è? Perché si fa? Come si esegue? Interpretazione dei risultati |
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L'ecografia è una tecnica che impiega gli ultrasuoni i quali passano attraverso i tessuti del corpo, vengono riflessi e, come un'eco, tornano indietro per essere trasformati da uno strumento (l'ecografo) in immagini che riproducono gli organi del corpo umano. Questo esame si esegue per valutare le condizioni di alcuni organi interni in maniera rapida, economica e non invasiva e, come esame di routine, per seguire lo sviluppo del feto durante la gravidanza dai primi giorni successivi alla fecondazione fino al parto. In ostetricia, l'ecografia ha l'enorme vantaggio di non utilizzare radiazioni, quindi è assolutamente innocua sia per la donna sia per il bambino epuò essere ripetuta anche a breve distanza di tempo. Di norma, in una gravidanza normale si dovrebbero effettuare tre esami, nel primo trimestre (8-10 settimane), nel secondo (20-22 settimane) e nel terzo (30-34 settimane), ma in caso di gravidanza a rischio l'ecografia deve essere effettuata più di frequente. Come esame di screening per la mammella, l'ecografia viene spesso eseguita a completamento della mammografia come approfondimento diagnostico per lesioni che rimangono dubbie o per eseguire biopsie mirate su lesioni già individuate. In ogni caso, nelle donne più giovani, in cui spesso il tessuto della mammella è troppo denso per avere immagini mammografiche attendibili, è più utile eseguire una ecografia se è necessaria una indagine accurata del seno. L'ecografia è, inoltre, un ottimo esame di routine per il controllo periodico delle ovaie: una diagnosi precoce di tumori alle ovaie è uno strumento prezioso dal momento che si manifestano con segni o sintomi solo quando sono già molto sviluppati. In alcuni casi per ottenere immagini più nitide può essere preferibile utilizzare delle sonde interne, che vengono inserite direttamente nel retto o nella vagina (ecografia endovaginale) per osservare più da vicino alcuni organi, come ad esempio la vescica o l'utero. Uno studio ancora più approfondito si ottiene attraverso l'ecocolordoppler, che riproduce con immagini a colori il flusso del sangue attraverso i vasi sanguigni, per esempio quelli del feto nell'utero materno. L'ecografia viene anche utilizzata come guida visiva per prelevare in modo sicuro e preciso con aghi speciali dei frammenti di tessuto (biopsie) da organi interni. Dopo aver applicato sulla pelle un gel che facilita il passaggio degli ultrasuoni, il medico passa la sonda ecografica (grande di solito come una saponetta) sulla zona del corpo da esplorare, esercitando una leggera compressione. Le immagini trasmesse dall'ecografo vengono visualizzate in tempo reale sul monitor che si trova accanto al lettino. Terminato l'esame, le immagini più significative vengono stampate su carta, come fotografie, e la risposta può essere disponibile immediatamente. In caso di ecografia del fegato o della colecisti è necessario presentarsi a digiuno (almeno da sei ore) per ottenere immagini più nitide. Non è assolutamente dimostrata l'utilità di una dieta particolare (niente frutta, verdura e formaggi) nei tre giorni che precedono l'esame. Per ecografie all'utero, ovaie e tube (anche in gravidanza) si consiglia di presentarsi con la vescica piena, dato che l'urina funziona da filtro per gli ultrasuoni e consente di ottenere immagini molto nitide degli organi circostanti. Nel caso della ecografia endovaginale, invece, non è necessario avere la vescica piena. Un esame di routine dura dai 10 ai 20 minuti, è innocuo e non doloroso, ma può essere leggermente fastidioso in caso di procedure particolari, per esempio quando, come detto, la sonda si deve inserire nel retto o nella vagina. Al termine dell'esame non si devono seguire regole o prescrizioni particolari e si possono riprendere le normali attività. Ostetricia. Se necessario, l'ecografia può essere usata precocemente per confermare la diagnosi di gravidanza perché già nel corso della 5ª settimana di amenorrea è possibile vedere (attraverso un'ecografia endovaginale) il sacco gestazionale impiantato nella cavità uterina e, alla 6ª settimana, una piccola immagine dell'embrione, nonché rilevare l'eventuale presenza di gemelli. In caso di gravidanza extrauterina, l'ecografia è molto utile perché permette di individuare l'anomalia molto prima che questa possa mettere in pericolo la madre. Nei primi due o tre mesi di gravidanza si può misurare la lunghezza del feto e verificare se lo sviluppo del bambino corrisponde al calcolo effettuato sulla base dell'ultima mestruazione, consentendo una datazione precisa dell'epoca di gravidanza. Dalla fine del secondo mese è possibile vedere il cuore che pulsa ed i movimenti fetali. Dal quarto mese si misurano la testa, l'addome e il femore del feto, si controlla la corretta inserzione della placenta e il volume del liquido amniotico, si può determinare il sesso del feto, anche se la posizione del feto o quella del cordone ombelicale possono ostacolare fino all'ultimo questa valutazione. Con l'ecografia si possono poi valutare alcuni organi interni del bambino, fra cui il cuore, i reni, la vescica, lo stomaco e il contenuto del cranio: questa valutazione, definita "morfologica", si esegue solitamente tra la 20ª e la 22ª settimana ed è finalizzata alla individuazione di eventuali malformazioni fetali. Nella gravidanza a termine, infine, l'ecografia è utile per controllare lo stato dell'utero ed individuare per esempio il rischio di un parto prematuro, per controllare l'efficienza della placenta e individuare una eventuale sofferenza fetale. In quest'ultimo caso è molto utile l'ecocolordoppler. Ginecologia. Nella donna non gravida, l'ecografia descrive la forma, la posizione e le dimensioni dell'utero, dimostra la presenza di eventuali tumori benigni (fibromi, miomi) e può individuare precocemente un tumore maligno. Nella donna in età fertile l'esame può servire a studiare la dinamica dell'ovulazione, per esempio dopo stimolazione ormonale quando vi sono problemi di infertilità. In menopausa, l'ecografia (specialmente per mezzo della sonda endovaginale) è utile come indagine di routine per descrivere i cambiamenti cui va incontro l'endometrio (la mucosa che riveste internamente l'utero), per valutare gli effetti delle cure a base di ormoni che molti medici prescrivono alle donne in menopausa e, infine, per osservare eventuali modificazioni che possono intervenire nelle ovaie. |
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| Argomenti correlati: Amenorrea, Fibromi, Fisiologia del sistema riproduttivo, Infertilità femminile, Mammografia | |||||