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Guide

 
Come leggere le analisi
 
Esami del sangue
Infettivologia
Tecniche diagnostiche
 
 
A cura di Giancarlo Bausano
Medico Internista, ASL RM B, Roma
 
 
Funicolocentesi  
   
 
   
 
Cos'è?

La funicolocentesi (o cordocentesi) è una tecnica di diagnosi prenatale e consiste in un prelievo di sangue fetale ottenuto direttamente dal cordone ombelicale (la struttura attraverso cui passano i vasi sanguigni che collegano la circolazione fetale alla placenta).
 
Perché si fa?

Lo scopo dell'esame è quello di analizzare il sangue proveniente dal feto per ottenere in maniera abbastanza rapida informazioni sulle caratteristiche cromosomiche del nascituro, per accertare l'eventuale presenza di malattie genetiche e per valutare, dal grado di ossigenazione del sangue, se esiste una sofferenza fetale. Infine, attraverso la funicolocentesi, è possibile eseguire trasfusioni o somministrare farmaci al feto in caso di necessità. Al giorno d'oggi tuttavia, per gli scopi diagnostici elencati, questo esame si adopera molto più raramente rispetto alla villocentesi e all'amniocentesi. Nella maggioranza dei casi, quindi, l'esame viene eseguito quando è necessario avere un risultato urgente (per decidere eventualmente una interruzione di gravidanza) se con l'ecografia è stata diagnosticata una malformazione nel secondo trimestre di gravidanza o sono stati rilevati segni indiretti di anomalie cromosomiche.
La funicolocentesi può essere eseguita a partire dalla 18ª settimana di gestazione in poi, sia perché a partire da questo periodo la grandezza dei vasi sanguigni che si trovano nel cordone ombelicale è sufficiente per permettere l'introduzione di un ago, sia perché il feto è abbastanza grande da consentire l'aspirazione di una minima quantità di sangue senza rischi.
 
Come si esegue?

Per eseguire l'esame non occorrono il ricovero né una particolare preparazione e, solo raramente, si deve usare l'anestesia locale o sedare la donna. Sotto la guida dell'ecografia si punge la parete dell'addome e quindi l'utero, dirigendo un ago molto sottile nel punto in cui il cordone ombelicale si inserisce nella placenta o in cui penetra nell'addome del feto.
Gli inconvenienti per la donna sono molto limitati (meno dell'1% dei casi) e simili a quelli della amniocentesi, e consistono generalmente in piccole perdite di sangue o di liquido amniotico. Per il feto vi sono invece maggiori rischi: nel 10-20% dei casi si verificano immediatamente piccole perdite di sangue ed un aumento della frequenza del battito cardiaco, ma il rischio principale è rappresentato dalla possibilità di abortire (2%) che è maggiore rispetto alla amniocentesi. Tale rischio è aumentato anche perché la funicolocentesi viene spesso eseguita su feti che hanno già dei problemi, come malformazioni accertate o sospette, oppure infezioni in atto.
 
Interpretazione dei risultati

Vengono prelevati di solito 2 cc di sangue dalla vena ombelicale e inviati al laboratorio per le analisi. Giacché sono possibili errori di prelievo, si provvede immediatamente, attraverso una colorazione particolare, a stabilire che il sangue prelevato appartenga al feto e non alla madre. Si possono quindi effettuare indagini citogenetiche per diagnosticare anomalie cromosomiche (per ottenere il cariotipo fetale, cioè la costituzione cromosomica generale del feto, bastano due o tre giorni), analisi biochimiche per individuare varie malattie del sangue e indagini immunologiche o colturali per stabilire la presenza di alcune infezioni pericolose per il feto fra cui Cytomegalovirus, toxoplasmosi e rosolia. In generale, tutte le risposte si ottengono entro una settimana dal prelievo.
 
   
   
Argomenti correlati: Amniocentesi, Ecografia, Villocentesi