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| A cura di Giancarlo Bausano Medico Internista, ASL RM B, Roma |
| Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) | |||||
| Cos'è? Perché si fa? Come si esegue? Interpretazione dei risultati |
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La TAC, abbreviazione di Tomografia Assiale Computerizzata, è una tecnica radiologica che, attraverso una apparecchiatura speciale a raggi X controllata da un computer, permette di ottenere immagini in bianco e nero, particolarmente chiare e dettagliate, di organi interni del corpo umano, suddividendolo in tante piccole "fette" sottili, distanziate fra loro di pochi millimetri. La TAC è un sistema eccellente per ottenere immagini particolareggiate di alcuni organi che si trovano all'interno dell'addome come il fegato, il pancreas, i reni, la milza, le ovaie, i grandi vasi sanguigni (aorta e vena cava), e le linfoghiandole. In ambito ginecologico, la TAC è utile soprattutto per diagnosticare la presenza di alcuni tumori dell'apparato genitale e, soprattutto, il grado di diffusione agli organi ed alle linfoghiandole vicine: queste informazioni sono molto importanti per stabilire l'esecuzione e le modalità di un intervento chirurgico, nonché la possibilità di altre terapie antitumorali, come ad esempio la radioterapia. L'esame di solito si fa a digiuno, non è doloroso e prevede in certi casi l'assunzione per bocca o per vena di un liquido di contrasto, che serve a definire meglio i contorni e l'immagine di alcuni organi e vasi sanguigni. La presenza di allergie, diabete, asma, malattie della tiroide o renali può essere una controindicazione all'uso del liquido di contrasto. La TAC non deve essere eseguita in gravidanza, per evitare l'esposizione del feto ai raggi X. Il paziente viene fatto sdraiare su un tavolo radiologico che, nel corso dell'esame, si sposta avanti e indietro lungo una macchina che ha la forma di una ciambella (o, se si preferisce, di un pneumatico) che, ruotando attorno al paziente, effettua la ripresa di una serie di immagini del corpo umano, suddiviso in tante piccole sezioni trasversali. Le immagini, rielaborate dal computer, appaiono su uno schermo e possono successivamente essere registrate e stampate. La durata dell'esame, di solito non inferiore a 30 minuti, varia a seconda degli organi che devono essere valutati. Per lo sviluppo delle immagini occorre circa un'ora; successivamente queste vengono interpretate da un radiologo che può, in casi particolari, fornire quasi subito alcune informazioni preliminari, mentre per ottenere un referto scritto sono necessari di solito due-tre giorni. Il referto contiene normalmente la descrizione della forma, delle misure e della posizione degli organi esaminati. Il cambiamento di forma o l'aumento di volume di un organo, la presenza di "masse" anormali o di liquido all'interno nell'addome e infine il rilievo di linfoghiandole ingrandite sono altrettanti indizi che possono far sospettare una malattia tumorale. |
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