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| Memoria, come evitare il "tilt" | |
| giovedì 11 giugno 2009 | |
| Tempo di esami e di nottate passate sui libri nel tentativo di immagazzinare cumuli di nozioni. Ma attenzione: in condizioni di “superlavoro”, la memoria potrebbe giocare brutti scherzi. Necessario quindi proteggerla e supportarla perché svolga al meglio il proprio ruolo. | |
| Forse non tutti sanno, ad esempio, che la memoria trattiene solo per pochi attimi le informazioni che provengono dagli organi di senso per poi scartarne il 75 per cento. Del rimanente 25 per cento solo una piccolissima parte viene selezionata nell'area del linguaggio e conservata nella memoria primaria, ossia la memoria a breve termine. La trasmissione di un'informazione dalla memoria primaria a quella secondaria, ossia a lungo termine, è un processo delicato. Chi decide quale nozione deve essere ricordata e quale dimenticata? È l'ippocampo a selezionare le informazioni da trasferire nella memoria a lungo termine: poiché l'ippocampo fa parte di una zona del cervello deputata a gestire le emozioni ne deriva che memoria e apprendimento sono notevolmente influenzate dalle emozioni positive e negative. Ad esempio, se un argomento non ci interessa o se una materia non ci piace, la possibilità di apprenderli è ridotta. Al contrario, un approccio positivo stimola il ritmo di trasferimento nella memoria a lungo termine. E se il giusto atteggiamento non nasce spontaneamente? Si può provare a stimolare la motivazione, anche attraverso tecniche di auto-motivazione. In questo contesto è poi importante adottare un corretto stile di vita, perché, come sappiamo, “mens sana in corpore sano”. L’alimentazione gioca un ruolo chiave nel tenere in forma il nostro cervello: proteine, carboidrati, e tutte le vitamine del gruppo B sono essenziali nei processi chimici cerebrali e aiutano il cervello “sotto sforzo”. Secondo gli esperti, inoltre, ottimi alleati della memoria sono frutta e verdura, che vanno consumati in grandi quantità. In particolare: mirtilli, fragole e spinaci, ricchi di antiossidanti, ritarderebbero e invertirebbero i processi di declino del sistema nervoso, mentre gli alimenti ricchi di vitamine C ed E migliorerebbero le funzioni mentali. Per quanto riguarda il famoso merluzzo, e il pesce in generale, più che una specifica funzione nell'apprendimento hanno il notevole merito di rendere la dieta variata e leggera: mangiare troppo implica infatti una digestione lunga e laboriosa che darà come conseguenza sonnolenza e pigrizia, e quindi scarsa attenzione. Necessaria una buona prima colazione che renda il corpo scattante e “pronto all’uso”. Sbagliato anche esagerare con tè e caffè: l’acqua è senz’altro la bevanda migliore da assumere anche perché, contrariamente a bibite gassate e succhi di frutta, in caso di forte sedentarietà non si trasforma in accumuli di adipe. Banditi, infine, gli alcolici. Prima di mangiare, poi, è bene rilassarsi qualche minuto e consumare i pasti con calma per facilitarne la digestione. Recenti studi confermano che lo stress agisce negativamente sulla memoria e su altre funzioni cerebrali. La colpa sarebbe di un ormone, il cortisolo, che, raggiungendo alti livelli nelle condizioni di stress psico-fisico, rilascerebbe sostanze che danneggiano le cellule nervose, provocando una sorta di corto circuito cerebrale e mandando in “tilt” il processo di memorizzazione. Consigliate, quindi, per allentare la tensione e favorire il ricordo, brevi passeggiate rilassanti, preferibilmente all'aria aperta, intermezzi musicali “spezza tensione”, e qualche attività manuale. Esistono alcuni accorgimenti utili a stimolare la memoria. Eccone, in sintesi, alcuni tra i più semplici da porre in atto. Organizzare i propri pensieri. Mappe concettuali, schemi e il mettere per iscritto i concetti principali, evidenziando i collegamenti che intercorrono tra di essi, aiutano la memoria visiva a immagazzinare l'immagine, oltre che il contenuto della stessa, favorendone il ricordo. Ripetere ad alta voce. Quando si vuole ricordare una cosa che si è appena letta o ascoltata è utile ripeterla ad alta voce. Il suono della voce permette di fissare i concetti in maniera migliore e più duratura, perché, oltre ad essere gli “emittenti del messaggio” attraverso la voce, ne siamo anche i “destinatari”, attraverso l'udito. Utilizzando in maniera combinata i sensi, infatti, si amplifica il risultato. Distanziare le ripetizioni. Sbagliato ripetere il brano da ricordare molte volte in un lasso di tempo breve. Utile, invece, distanziare le ripetizioni: di qualche ora, o anche di un giorno intero. In particolare si rivela efficace “dormirci sopra”: quando si dorme, infatti, si hanno meno esperienze e meno tracce mnemoniche che potrebbero sovrapporsi o interferire tra loro. La conseguenza? Il giorno dopo si ricorderà meglio. Svolgere attività fisica. Recenti evidenze dimostrano infatti che l'esercizio fisico, accrescendo la vascolarizzazione cerebrale, favorisce il rilascio dei cosiddetti fattori di crescita, proteine che aumentano le connessioni tra i neuroni, con evidente beneficio per la memoria. Per chi poi desidera "imparare a ricordare" esistono numerose tecniche mnemoniche, che, con un po' di esercizio, possono portare ottimi risultati. stefania mengoni |
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Fonte: Yahoo Salute, 5 giugno 2009 |
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