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Archivio 2009  
   
Mastoplastica virtuale  
venerdì 12 giugno 2009  
   
Nuove prospettive nel rapporto tra paziente e chirurgia plastica: un software rivoluzionario permetterà di 'indossare' il seno nuovo prima di effettuare la mastoplastica additiva, tra gli interventi più richiesti nel settore.  
   
Un seno nuovo di zecca. Lo avete sognato a lungo e finalmente vi siete decise. Solo una taglia in più, quel tanto che basta a 'riempire' il guardaroba di un tempo o a eliminare il famigerato ''effetto tavola da surf'' che vi affligge fin dall'adolescenza. Meno 5, 4, 3, 2 settimane...
Ed ecco che arrivano i dubbi, a dispetto della fiducia nei propri desideri, nell'esperienza e nel gusto del vostro bravo chirurgo, e mille domande accompagnano l'avvicinarsi dell'auspicata mastoplastica additiva. “Sono proprio sicura di volerlo fare?”, “Forse Madre Natura non ha tutti i torti: se un seno più grosso risultasse volgare?”, “Avrò scelto la taglia più adatta? E che dire della forma: meglio una protesi tonda o anatomica a goccia?”. “Cosa darei per poter ammirare il risultato finale, prima di scegliere definitivamente!”.

Udite, udite, da oggi si può fare. È quanto accade nelle strutture specializzate più all'avanguardia, dove un software di ultima generazione, in grado di configurare virtualmente il vostro petto ad immagine e somiglianza dei vostri desideri, vi aiuterà a compiere una scelta più ponderata ed esteticamente consapevole. La rivoluzionaria tecnologia si basa sull'inserimento di una serie complessa di dati e misurazioni relative alla struttura fisica, attraverso cui costruire una protesi "tailor-made" per ogni paziente che voglia sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva.

Il tutto, ovviamente, effettuato con la stretta e sapiente consulenza del chirurgo plastico specializzato. Ogni paziente avrà così la possibilità di “indossare” le protesi risultanti dall’analisi dei dati, valutando il risultato a cui mira l’intervento, riducendo al minimo e ridimensionando in senso realistico le aspettative della paziente.

“Questa nuova metodologia”, spiega la dottoressa Stefania Bucher, Primario di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma, “è innovativa almeno per 3 motivi importanti: innanzitutto rivoluziona il rapporto medico-paziente, facendo di quest’ultima un soggetto attivo e partecipativo nell’approccio all’intervento. In secondo luogo”, prosegue l'esperta, “è un metodo che consente di farle comprendere che si può ottenere un risultato calibrato sulle proprie specificità strutturali”.

giulia volpe
 

Fonte:

Press release: GDM Italia, 3 giugno 2009
 
   
Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG