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| Donne in salute al SANIT 09 | |
| martedì 23 giugno 2009 | |
| "Donne in salute", la mostra organizzata dall'ONDa e inaugurata a Roma all'interno del SANIT 09, accompagna le donne di tutte le età alla scoperta della propria salute. | |
| Dal 23 al 26 giugno, il Palazzo dei Congressi di Roma, che in questi giorni ospita il SANIT 09 (VI forum internazionale della salute), è sede della mostra organizzata dall'O.N.Da (osservatorio nazionale salute donna) interamente dedicata alla salute femminile ed intitolata appunto "Donne in salute". Un percorso interattivo, pensato per un target femminile culturalmente, socialmente ed anagraficamente variegato che Francesca e Lorenza Merzagora (rispettivamente presidentessa ONDa e curatrice della mostra) hanno voluto coinvolgere con un linguaggio chiaro, diretto e stimolante. Un escursus storico e anagrafico che, della salute femminile, restituisce non solo gli aspetti legati alle malattie nei vari periodi della vita, ma anche a vizi, abitudini, stili di vita e, naturalmente, meravigliose esperienze, come lo sviluppo della sessualità e la scoperta della maternità. In poche parole, tutto ciò che, considerando gli elementi di continuità con un passato ancestrale e gli sviluppi di un nuovo ruolo sociale, continua oggi a distinguerla dall'uomo. "Le donne si ammalano in modo diverso – spiega Francesca Merzagora – e stanno scoprendo che devono adottare altre strategie per “curare” la propria salute. Oggi vivono più a lungo degli uomini e muoiono meno che in passato per le complicazioni associate alla gravidanza e al parto. Patologie tipicamente femminili, come il cancro del seno e dell’utero, diventano sempre più controllabili grazie ai nuovi metodi di diagnosi e di prevenzione – continua la presidentessa - Rispetto agli uomini, tuttavia, le donne si ammalano di più per malattie autoimmuni, osteoporosi, depressione e Alzheimer, e sono a rischio per diverse patologie cardiovascolari". La mostra si rivolge ad un pubblico di tutte le età, con l’obiettivo di fornire conoscenze aggiornate e promuovere l’adozione di stili di vita “salutari”. Nella prima area espositiva si passa dalla ricostruzione della vita di un'antenata paleolitica alle prese con abitudini, dieta e patologie di una società tribale che fissava a 30 anni l'età media femminile, alle varie tappe evolutive, segnate da progressi economici e scientifici. La seconda parte della mostra, quella dedicata al ciclo biologico dell'organismo femminile dallo stato embrionale alla senescenza, si concentra sui rischi che accompagnano le diverse fasi anagrafiche e sulle modalità per prevenire le più frequenti problematiche legate alla salute. Si va dalle malattie a trasmissione sessuale, con una teca che illustra il ventraglio delle scelte contraccettive, alla gravidanza, con l'osservazione di modellini di feti in varie età gestazionali e la possibilità di provare un pancione di 9 mesi in tutto simile a quello reale. E poi modelli di seni sani o in diversi stadi cancerogeni, su cui imparare a praticare la salvifica autopalpazione; protocolli da consultare per saperne di più su depressione, papilloma virus, menopausa e osteoporosi; e ancora, strumenti interattivi per calcolare indice di massa corporea, livelli di calcio e pressione. Infine, una terza zona si occupa del ruolo della donna rispetto alla cura di se stessa e di chi le sta intorno, attraverso un'indagine che tiene conto delle differenze geografiche, culturali e alimentari. In quest'ultima area tematica, a balzare in primo piano, sono anoressia, bulimia e, più in generale, disturbi del comportamento alimentare figli di condizionamenti estetici e psico-sociali tristemente attuali. "Per la donna, incline per natura ad occuparsi della salute degli altri spesso più che della propria, oggi è paradossalmente più difficile salvaguardarsi seguendo le sempre più vaste possibilità offerte dalla scienza medica – aggiunge la Merzagora – soprattutto di fronte ad un ruolo socialmente complesso, come quello di madre, impiegata, operaia, manager, commessa, figlia e nuora". Le cose si complicano per lei e - a quanto parte - la mostra è dedicata propria alla donna equilibrista e tutto fare che popola una conquistata modernità. giulia volpe |
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