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Archivio 2009  
   
Eiaculazioni frequenti migliorano la motilità e i danni al DNA degli spermatozoi  
venerdì 17 luglio 2009  
   
Un tassello in più alla lotta contro l'infertilità, in particolare per il protocollo previsto per l'uomo in caso di fecondazione in vitro (IVF), arriva da uno studio australiano presentato al 25esimo congresso annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology.  
   
Si è tenuto ad Amsterdam, dal 28 giugno al 1 luglio, il 25esimo congresso annuale della ESHRE. Un evento che, nel suo primo quarto di secolo, ha conosciuto crescente successo, a cui contribuisce la sempre maggior attenzione della ricerca per le scienze riproduttive e il conseguente sviluppo di strumenti diagnostici e terapeutici.

L'appuntamento annuale ha lo scopo di fare il punto sul vasto scenario delle scienze riproduttive, per convogliarne gli sforzi provenienti da tutto il mondo e mantenere uno sguardo obbiettivo, basato sull'evidenza dei risultati e sulla considerazione degli ostacoli 'etici' e scientifici che ancora disseminano questo campo della ricerca.

Gli studi preliminari di David Greening, ginecologo del Sydney IVF Medical di Wollongong suggeriscono che eiaculazioni quotidiane protratte per una settimana (quella che precede l'ovulazione), al confronto con il protocollo standard dei 3 giorni d'astinenza previsto per una IVF, migliorerebbe la qualità degli spermatozoi, aumentandone la motilità, preservando l'integrità senza pregiudicarne in modo sostanziale il numero e la concentrazione.

Greening ha coinvolto nella sua analisi 118 uomini con danni al DNA spermatico sopra la norma (il criterio di inclusione nello studio è stato un indice di frammentazione del DNA [DFI, DNA Fragmentation Index] pari o superiore al 15%) che hanno avuto eiaculazioni quotidiane per 7 giorni . I dati rilevati sono stati confrontati con quelli rilevati dopo i tre giorni di astinenza.

Al termine della settimana l'81,4% degli uomini mostrava una decrescita del DFI pari al 12,1% dal 33,9 al 25,8%, al confronto con le misurazioni effettuate dopo i 3 giorni d'astinenza. Rispetto al protocollo standard, inoltre, dopo sette eiaculazioni quotidiane anche la percentuale di sperma con motilità in rapido aumento risultava cresciuta (27,2 contro 31,8 % rispettivamente), analogamente a quanto riscontrato nella percentuale totale di sperma mobile (49 contro 54,1 %).

Sempre al confronto con i 3 giorni d'astinenza è emersa, tuttavia, una decrescita nel numero di spermatozoi (da 183,8 a 70,9 milioni), nella loro concentrazione (da 61,7 a 43,6 mil/ml) e nel volume (da 3,5 a 27,2%), che per i primi due parametri rientra comunque in un range di normalità.
Prima di chiudere il suo intervento, tuttavia, Greening ha ricordato come tali risultati “siano al momento dati preliminari, ed ulteriori studi saranno necessari per capire se corrispondano o meno ad un aumento del tasso di gravidanze”.

giulia volpe
 

Fonte:

25th Annual Meeting of the European Society of Human Reproduction and Embryology; Amsterdam, The Netherlands: 28 June – 01 July 2009
 
   
Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG