Area Riservata

Accesso riservato ai professionisti
della salute. Registrati o accedi.
Password dimenticata?

Newsletter

Iscriviti alla newsletter »
Leggi l'ultimo numero »

News   spaziatore
Home » News
   
Archivio 2009  
   
Contraccettivi ormonali, peso e indice di massa corporea: nuovi dati  
martedì 21 luglio 2009  
   
L'efficacia dei contraccettivi orali (CO) non diminuisce con l'aumento dell'indice di massa corporea (IMC). Emerge da uno studio di sorveglianza di coorte portato a termine da un team di ricercatori del Center for Epidemiology and Health Research di Berlino.  
   
Il gruppo di studiosi guidati da Jürgen Dinger ha analizzato i dati provenienti dall'European Active Surveillance Study on Oral Contraceptives, riguardanti 59.510 donne che facevano uso di CO a base progestinica. Dall'analisi dei dati sono emerse 545 gravidanze non programmate per 112.659 anni-donna di esposizione, dovute nel 42,2% dei casi ad assunzione irregolare del CO, nel 18,3% dei casi a vomito o diarrea e nel 15,6% dei casi all'uso di antibiotici.

Per quanto riguarda invece l'influenza del IMC sull'efficacia contraccettiva dei CO non sono state rilevate differenze significative, per la maggior parte dei progestinici. Fanno eccezione i CO contenenti clormadinone acetato che sono stati associati all'aumento della percentuale di fallimento contraccettivo nelle donne con un IMC uguale o maggiore di 30 kg/m2.

Le conclusioni, delineate dagli autori alla luce di monitoraggio a così ampio spettro, sottolineano tuttavia il carattere relativo dei risultati, rispetto a diverse situazioni geografiche e sociali. "Anche se le osservazioni attuali non mostrano che un minimo, se non nullo, impatto della composizione corporea sull'efficacia contraccettiva", dichiarano gli autori dello studio, "simili considerazioni possono valere per l'uso tipico, generalmente compliante, nella popolazione europea, ma possono non essere altrettanto estendibili ad altre popolazioni, come ad esempio quella statunitense, dove il tasso di obesità è più alto che altrove".

Ma non basta, la contraccezione ormonale non solo non sempre è influenzata dall'IMC, ma sembra anche non influenzarlo. Uno studio pubblicato su Nutrition Journal, condotto su un campione di 182 donne italiane di tutte le fasce d’età (dai 18 ai 45 anni) e durato sei mesi in condizioni di ‘vita reale’, offre nuove conferme su uno dei metodi contraccettivi più innovativi per dosaggio: il cerotto contraccettivo transdermico. Secondo i risultati della ricerca il cerotto non influenza né il peso né IMC della donna, con evidenti vantaggi sia in termini di salute che di immagine di se.
La grande novità, però, è che il cerotto non modifica nemmeno la composizione corporea, in quanto non sono state osservate variazioni clinicamente significative dei vari compartimenti del corpo, nello specifico del volume dei fluidi.
I risultati dello studio confermano che il cerotto contraccettivo non determina alcun aumento di peso clinicamente significativo: la minima variazione media di 640 gr sul peso corporeo iniziale (pari a 1,1%) può essere considerata una variazione fisiologica simile a quella che si riscontra durante il ciclo mestruale della donna. Che tale variazione sia minima come confermano l’analisi di bioimpedenza sia convenzionale che vettoriale, la vera novità di questo studio: non solo il peso ma anche la composizione corporea (dove i chili in più si appoggerebbero) resta invariata, in particolare riguardo ai liquidi.

Non ci sono più scuse per le donne, la paura di ingrassare non è più un buon alibi per non 'fare' contraccezione: il cerotto non influisce né sul peso né sulla composizione corporea.

giulia volpe e norina wendy di blasio
 

Fonte:

Dinger JC, Cronin M, Möhner S, et al. Oral contraceptive effectiveness according to body mass index, weight, age, and other factors. Am J Obstet Gynecol 2009; 201
Piccoli A, Crosignani P, Nappi C et al. Effect of the ethinylestradiol/norelgestromin contraceptive patch on body composition. Results of bioelectrical impedance analysis in a population of Italian women. Nutrition Journal 2008; 7: 21.
 
   
Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG