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| Archivio 2009 | |
| La CDC fa il focus sulla salute sessuale dei giovani americani | |
| venerdì 24 luglio 2009 | |
| Un'indagine del National Vital Statistic System del CDC americano (Centre for Desease Control and Prevention) sulla salute sessuale della popolazione statunitense evidenzia in molti giovani comportamenti a rischio e relative conseguenze, mostrando la permanenza di forti disparità di natura razziale. | |
| Il sesso precoce e non protetto fra adolescenti può avere pesanti conseguenze sulla salute, come gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale (MTS), con alti costi sociali, economici e sanitari. Il Centre for Desease Control and Prevention (CDC) ha condotto un'indagine multipla sul territorio nazionale, per tracciare schemi comportamentali a rischio e relative conseguenze sulla salute sessuale e riproduttiva della popolazione compresa fra i 10 e i 24 anni, nel periodo 2002-2007. L’indagine ha tenuto conto di parametri analitici come l’età del primo rapporto sessuale, la frequenza dei rapporti, il numero dei partner sessuali, l’uso dei contraccettivi e dei servizi di prevenzione, le gravidanze, le nascite, i casi di MTS (inclusi AIDS ed HIV) ed i resoconti di violenze sessuali. Per la prima volta i dati estrapolati da varie fonti sono stati combinati in un singolo studio, volto a rendere le infomazioni più accessibili a ricercatori e operatori sanitari e favorendo così le politiche gestionali su salute sessuale e riproduttiva dei giovani statunitensi. Lo staff di volontari, reclutati da 5 divisioni della CDC, ha indagato su tre tematiche principali: livelli attuali di comportamenti a rischio; disparità di sesso, età, razza o etnia e collocazione geografica; tendenze periodiche. I dati relativi agli atteggiamenti sessuali rischiosi hanno indicato che in molti giovani tale condotta ha causato conseguenze negative sulla salute sessuale e riproduttiva. Nel 2004, circa 745.000 ragazze con meno di 20 anni sono incorse in gravidanze indesiderate. Nel 2006, circa 22.000 adolescenti e giovani adulti di 33 stati convivevano con HIV (virus dell'immunodeficienza umana) o AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) ed approssimativamente 1 milione di individui tra i 10 e i 24 anni presentavano clamidia, gonorrea o sifilide. Un quarto delle ragazze fra i 15 e i 19 anni e il 45% di quelle tra i 20 e i 24 era infetto da HPV (papilloma virus) nel periodo 2003-04, ed approssimativamente 105.000 ragazze tra i 10 e i 24 si sono presentate in pronto soccorso, dal 2004 al 2006, per lesioni da aggressione sessuale. Nonostante i rischi tendano ad aumentare con l'età, erano pure coinvolti i soggetti del gruppo più giovane, tra i 10 ed i 14 anni. Tra questi, ad esempio, 16.000 ragazze sono rimaste incinte nel 2004; quasi 18.000 fra maschi e femmine hanno sviluppato malattie da trasmissione sessuale nel solo 2006; e dal 2004 al 2006, 27.500 ragazze sono state visitate al pronto soccorso per aggressione sessuale. L'analisi dei dati presentati dall'indagine CDC confrontati in termini di razza, etnia e collocazione geografica, evidenzia che negli USA permangono notevoli disparità. Riguardo alle gravidanze, ad esempio, le adolescenti nere ispaniche e non ispaniche fra i 15 e i 19 anni riferivano nel periodo di sorveglianza tassi molto più alti (132,8 e 128 individui su mille) di quelli delle coetanee bianche (45,2 su 1000). Altra differenza di rilievo riguarda i casi di AIDS, che coinvolgevano in misura maggiore i giovani neri non ispanici. Un esempio è fornito dalla diversa prevalenza della malattia in vari gruppi femminili di adolescenti fra i 15 e i 19 anni: 49,6 individui su 100.000 per le nere non ispaniche; 12,2 per le ispaniche; 2,6 per Indiane d'America e native dell'Alaska; infine 2,5 per non ispaniche bianche. È inoltre emerso che nel 2006, fra maschi e femmine dai 10 ai 24 anni, i tassi di clamidia, gonorrea e sifilide risultavano maggiori fra i non ispanici neri, indipendentemente dal gruppo anagrafico. Dal punto di vista delle disparità geografiche è stato infine valutato che gli stati più a sud tendevano ad avere tassi maggiori di esiti negativi riguardanti la salute sessuale e riproduttiva, comprese gravidanze indesiderate e MTS. Riguardo all'ultimo interrogativo, quello sui trend che descrivono nel tempo condotta e conseguenze riguardanti la salute sessuale e riproduttiva della popolazione giovane, si nota che, sebbene la maggioranza di risultati negativi sia declinata negli ultimi 10 anni, i dati più recenti suggeriscono un'ulteriore inversione di tendenza. È il caso dei tassi di nascite negli adolescenti fra 15 e 19 anni che descrescono annualmente nel periodo 1991-2005, ma riprendono a crescere dal 2005 al 2007 (da 40,5 nascite su una popolazione di 100.000 ragazze nel 2005 a 42,5 nel 2007). Oppure del tasso annuale di AIDS diagnosticata fra maschi tra i 15 e i 19, quasi raddoppiato negli ultimi 10 anni (da 1,3 casi su 100.000 nel 1997, a 2,5 casi nel 2006). Analogamente, dopo una decrescita durata più di 20 anni, il tasso di infezioni da gonorrea fra adolescenti e giovani adulti si è stabilizzato o ha subito modeste fluttuazioni; mentre il tasso di sifilide è cresciuto (fra le ragazze di 15-19 anni da 1,5 casi su 100.000 nel 2004, a 2,2 casi nel 2006) dopo una diminuzione significativa fra 1997 e 2005. Non può non stupire, alla luce dei fatti evidenziati dal CDC americano, che ai cambiamenti apportati dalla modernità sulle abitudini sessuali fra adolescenti non sia corrisposto un adeguamento dell'educazione sessuale dedicata a giovani e giovanissimi. Stando ai dati, gravidanze indesiderate, aborti e malattie a trasmissione sessuale rappresentano una realtà ingravescente, che dimostra la necessità di un tipo d'infomazione e d'approccio didattico diverso da quello finora adottato con forti limiti nella capacità di migliorare la salute di una popolazione sempre più precoce, disinibita ed eterogenea. giulia volpe |
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Fonte: Gavin L, Mackay A P, Brown K, et al. Sexual and Reproductive Health of Persons Aged 10--24 Years - United States, 2002—2007. MMWR July 17, 2009; 58(SS06): 1-58 |
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