Accesso riservato ai professionisti
della salute. Registrati o accedi.
Password dimenticata?
| |
|
| Home » News | |
| Archivio 2009 | |
| Influenza suina: rischio più alto in gravidanza | |
| giovedì 30 luglio 2009 | |
| Un articolo su “The Lancet” di Denise J. Jamieson ed i suoi colleghi del Reparto di Salute Riproduttiva del CDC (Centro per il Controllo e Prevenzione delle Malattie) di Atlanta denuncia che le donne in gravidanza potrebbero essere esposte ad un rischio maggiore di complicazioni da H1N1. | |
| Donne in gestazione con influenza H1N1 dovrebbero iniziare la terapia antivirale il prima possibile, mentre le donne in attesa sane andrebbero vaccinate. È quanto suggerito dallo studio statunitense, al termine di un'indagine sul tasso di ricoveri e di decessi per infezioni da virus H1N1 nelle donne in gravidanza, nel periodo compreso fra il 15 aprile e il 16 giugno 2009. Il campione eterogeneo di donne gravide, che si erano presentate in ospedale con lo stesso profilo sintomatico nei due mesi di osservazione dell'indagine, differiva per età, razza, provenienza geografica e stadio gestazionale. Quattro di loro, inoltre, riferivano di aver viaggiato in Messico, epicentro del virus (dove la pandemia ha avuto inizio, con maggiore virulenza che in altri paesi, e da cui si è propagata), nella settimana precedente al manifestarsi dei sintomi. Undici di loro, il 32% del campione, sono state ammesse in ospedale come casi, confermati o sospetti, di influenza suina, con un tasso di ricovero superiore di più di 4 volte a quello della popolazione in generale (0,32 e 0,076 su 100.000 individui a rischio, rispettivamente). Sebbene tale differenza fosse dovuta anche alla maggior predisposizione dei medici ad ospedalizzare donne in gravidanza rispetto ad individui con lo stesso profilo sintomatico ma appartenenti alla popolazione generica, ben 6 pazienti delle 11 ricoverate sono decedute a causa di complicazioni (pneumonia e conseguente stress respiratorio trattato con ventilazione meccanica) dovute all'influenza da virus pandemico H1N1. “Nonostante la complessità della decisione di ricoverare una donna incinta oltrepassi la mera considerazione della severità della malattia – affermano infatti gli autori - una tale proporzione (> 10%) di decessi nelle donne in gravidanza negli USA è da considerarsi preoccupante”. Un punto di vista che, secondo gli studiosi del CDC, trova ragione nei tassi di mortalità che in pandemie influenzali precedenti, 1918 e 1957, avevano interessato la stessa categoria di donne: “Durante la pandemia d'influenza Asiatica del 1957, il 50% delle morti nel Minnesota in donne in età riproduttiva era incorso fra quelle in gestazione”. In considerazione del fatto che nessuna delle 6 donne decedute era stata trattata con farmaci antivirali entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, periodo entro il quale è atteso il miglior beneficio, e che i vantaggi terapeutici del trattamento oltrepassano per importanza i rischi potenziali per il feto (sebbene ancora poco si sappia sugli effetti reali di H1N1 sul feto), Jamieson e colleghi raccomandano la maggior tempestività possibile alle donne incinta che presentino i sintomi della pandemia. Gli autori dell'articolo estendono le proprie raccomandazioni anche agli operatori sanitari, che dovrebbero “comprendere il rischio maggiore di malattia severa e di complicazioni da virus pandemico H1N1 a cui sono esposte le donne in gestazione, indirizzandole al trattamento tempestivo con farmaci anti-influenzali”. Riguardo alla vaccinazione, “una volta disponibile, sarà essenziale per la reazione della salute pubblica all'influenza, e le linee guida statunitensi porranno le donne in gravidanza in un gruppo di alta priorità per la ricetta del vaccino dell'influenza pandemica”. Tuttavia, la già nota diffidenza delle donne in gravidanza per il vaccino contro l'influenza stagionale lascia prevedere un'analoga resistenza da parte delle stesse a immunizzarsi contro quella pandemica. A questo proposito, gli autori rimandano allo scopo dello studio. Sensibilizzare donne incinta sane e medici all'importanza del vaccino e, per quelle che già presentano i sintomi, all'urgenza della terapia anti-virale; augurandosi, infine, che i risultati da loro evidenziati possano servire a “rendere noto il piano di salute pubblica per donne incinta, sia per questo virus che per altri nuovi patogeni”. giulia volpe |
|
Fonte: Jamieson D J, Honein M A, Rasmussen S A. H1N1 2009 influenza virus infection during pregnancy in the USA. The Lancet, published online July 29, 2009 |
|