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Archivio 2009  
   
Via libera AIFA alla Ru486: tutte le polemiche  
venerdì 31 luglio 2009  
   
Il Consiglio di Amministrazione dell’AIFA ha dato il via libera a maggioranza (quattro voti contro uno) all’immissione in commercio del farmaco mifepristone, più noto come pillola abortiva Ru486, precisando che il suo utilizzo è subordinato al rigoroso rispetto della legge per l’interruzione volontaria della gravidanza (L. 194/78)  
   
A garanzia e a tutela della salute della donna, il farmaco potrà dunque essere somministrato, ma durante ricovero in una struttura sanitaria e sotto stretta sorveglianza del personale sanitario. La paziente dovrà inoltre essere correttamente informata sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi, e attentamente monitorata nel percorso abortivo onde ridurre al minimo le reazioni avverse (emorragie, infezioni ed eventi fatali).
Ulteriori valutazioni sulla sicurezza del farmaco hanno indotto l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) a limitare l’utilizzo del farmaco entro la settima settimana di gestazione anziché la nona come invece avviene in gran parte d’Europa. Tra la settima e la nona settimana, infatti, si registra il maggior numero di eventi avversi e il maggior ricorso all’integrazione con la metodica chirurgica.

Il mifepristone è uno steroide sintetico utilizzato come farmaco per l'aborto chimico in tutti i paesi della Unione Europea a eccezione dell'Irlanda. Funziona bloccando lo sviluppo embrionale e causando il distacco e l'eliminazione della mucosa uterina, inducendo cioè un processo in parole povere simile alle normali mestruazioni.

Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Farmacologico Mario Negri di Milano, commenta: “Penso che indipendentemente da quello che uno può pensare dell’aborto questo è un atto dovuto. I prodotti che vengono approvati in sede europea devono messi in commercio nei vari paesi. Tra l’altro entro il tempo di 90 giorni. Qui c’è stata anche una procedura più lunga”.

La parlamentare Emma Bonino, in un editoriale pubblicato sul quotidiano L'Unità scrive tra l'altro: "E se si fosse trattato di un farmaco innovativo per la cura della prostata anziché della RU486, avremmo avuto tutto questo fuoco di sbarramento? Credo proprio di no. Ma quando si tratta della donna, allora predomina ancora una cultura che impone per noi dolore e sofferenza fisica. Come nel caso dell'aborto, nonostante la legge 194 già prevedesse per gli enti ospedalieri di tener conto del progresso tecnologico e delle nuove tecniche meno intrusive e violente. L'Italia è davvero un paese bizzarro. La politica entra in settori che non dovrebbero riguardarla".

Di tutt'altro tono i commenti di area vaticana. Il vescovo Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Academia pro Vita attacca: "Dal punto di vista canonico è come un aborto chirurgico. L’assunzione della Ru486 equivale ad un aborto volontario con effetto sicuro, perché se non funziona il farmaco c’è l’obbligo di proseguire con l’aborto chirurgico. Non manca nulla. Cosa diversa è la pillola del giorno dopo, che, pur rivolta ad impedire la gravidanza, non interviene con certezza dopo che c’è stato il concepimento. Per la Ru486, quindi, c’è la scomunica per il medico, per la donna e per tutti coloro che spingono al suo utilizzo. Rimango allibito dall'atteggiamento dell'AIFA e spero che ci sia un intervento da parte del governo e dei ministri competenti perché la pillola abortiva RU486 non è un farmaco, ma un veleno letale".

A queste accuse risponde Silvio Viale, ginecologo del Sant'Anna di Torino durante la trasmissione radiofonica Radio Anch'io: "La Ru486 non è una pillola pericolosa. Sono sicuro che man mano che la utilizzeremo gran parte degli argomenti contrari cadranno, come sono caduti trent'anni fa quelli relativi all'aborto chirurgico. Per fortuna la scienza va avanti. Si tratta di un farmaco che ha diverse potenzialità in medicina, l'aborto è solo un capitolo. Nei soli otto ospedali che hanno partecipato al coordinamento sono stati fatti quasi 1.800 aborti farmacologici, e i risultati sono in linea con la letteratura internazionale".



david frati
 

Fonte:

yahoo! salute
 
   
Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG