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Più agroenergia, più salute per i cittadini  
venerdì 5 marzo 2010  
   
Nella sede romana di Confagricoltura, Anci, Fiera Cremona e Legambiente si sono dati appuntamento per fare il punto sulle possibilità di risparmio derivanti dall'energia verde e per presentare la VII edizione di “Vegetalia”, il Salone delle fonti rinnovabili che si terrà a Cremona dal 19-21 marzo 2010.  
   
Il 74% dei Comuni italiani produce energia da fonti rinnovabili, con un'impennata dello sviluppo delle agroenergie sul territorio, fondamentale per migliorare la qualità di vita dei consumatori, con ricadute economiche positive per il Paese. Un fenomeno che vede come protagonista la Lombardia, seguita da Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

“Le agroenergie sono una grande opportunità per l’ambiente e per l’autonomia energetica dei nostri territori - dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - ma sono legate all’uso del suolo, e quindi alla produzione di cibo, alla fertilità dei terreni e alla qualità delle acque. Per questo il loro sviluppo va pianificato a livello locale con accordi con le aziende agricole del territorio, altrimenti si rischia di fare danni. Il problema è che questo sviluppo oggi avviene con incentivi destinati al mondo agricolo ma spesso senza alcun rapporto con l’agricoltura e le risorse del territorio ”.

E' il fenomeno dell'occupazione del suolo da parte di imprenditori che agricoli non sono, con la conseguente lievitazione dei prezzi dei terreni e con il ricorso a materie prime importate (come l'olio di palma) che non garantiscono metodi di coltivazione sostenibili. L'idea di un'agricoltura protagonista dell'auspicata green economy, dunque, può invertire la tendenza, con piccoli-medi impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, come i biocarburanti, che tutelano l'ambiente e la salute dei consumatori, oltre che il reddito di chi investe nel settore.

“I vantaggi che lo stesso consumatore ricava da un approccio eco-rispettoso – spiega Antonio Piva, presidente di Cremona Fiere – sono indiretti, ma non per questo trascurabili. Depaopoerare il territorio vuol dire ridurre l'eccellenza dei nostri prodotti alimentari, esaltarlo significa mantenerla. Abbassare le emissioni di carbonio – continua – porterebbe inoltre alla riduzione di certe malattie, dei costi sanitari, nonché delle spese di riscaldamento”. Infine, riguardo all'adattamento dei piccoli e medi-impianti, che le nuove tecnologie agroenergetiche richiederebbero, tale approccio porterebbe alla ristrutturazione degli ambienti distribuiti su tutto il territorio”.

“L’agricoltura può dare un contributo fondamentale per lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili – continua Piva. E’ tuttavia necessario che le aziende acquisiscano un profondo know how su questo tema e tengano presente che la produzione di energia deve essere un’integrazione del reddito aziendale, e non il core-business di un’impresa agricola. In questo senso Vegetalia AgroEnergie rappresenta uno strumento utile e professionale per capire come entrare in questo settore, a chi conviene, e con quali investimenti e rese”.

giulia volpe
 

Fonte:

Vegetalia Agroenergie. Roma, Confagricoltura, 4 marzo 2010.
 
   
Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG