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| Grandi artiste | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Rebecca Horn | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Chi è
L’artista tedesca, oggi residente a Zell-Bad Konig
vicino Berlino, ha esposto nelle più note gallerie
d'Europa e d'America ed in musei come il Folkwang Museum
di Essen, il Musée d'Art Moderne de la Ville di Parigi,
il Museum of Contemporary Art di Los Angeles, il Solomon
R. Guggenheim Museum di New York che nel 1993 le ha dedicato
una prima retrospettiva, la Tate Gallery di Londra. Nel 1997
ha esposto nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia
diretta da Germano Celant, suo critico e grande estimatore,
ed a diverse edizioni di Documenta a Kassel. L'opera Sullo sfondo, le figure di Franz Kafka e di Pier Paolo Pasolini, decisive per la costruzione del mondo interiore dell’artista tedesca. Al corpo, alle sue alchimie ed ai suoi limiti, è dedicata la gran parte dell’attenzione dell’artista. Tanto che la prima monografia che le è stata dedicata, da Lea Vergine nel 1974, era già intitolata proprio Il corpo come linguaggio. Si ricordano, tra le opere degli anni ’70, i guanti capaci di estendere di un metro e mezzo le dita della mano: protesi in grado, insieme, di avvicinare al corpo e di allontanarne gli oggetti. La sua opera interroga la tensione tra l’aggressività e la sensibilità, la forza e la vulnerabilità, il sogno e la realtà. Le sue opere più note rimpiazzano gli uomini con macchine e strumenti inanimati, in grandi istallazioni che compongono una drammaturgia ossessiva, a volte minacciosa, comunque spiazzante.
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