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Questo spazio è aperto anche ai contributi delle lettrici. Se hai da proporci una novità letteraria interessante (uscita nell'ultimo anno), a tema femminile o la cui autrice è una donna, inviaci la tua recensione (massimo 2000 battute). Le più interessanti verranno pubblicate in calce alla recensione del mese.
Alan Soble
Pornografia, sesso e femminismo
Effepi Libri, 229 pagine, € 14

Quale rapporto intrattiene il femminismo con la pornografia e il sesso? Chiaramente non una relazione pacifica. Le femministe considerano da sempre la pornografia - forse senza tenere presente la potenzialità espressiva e libera dell’universo in gonnella - come una mercificazione del femmineo, sottomissione brutale della figura della donna. Qualcosa di cui vergognarsi, qualcosa da nascondere, qualcosa che non deve avvenire. La brutalità del porno e del sesso meccanico e svuotato dei sentimenti, le piogge dorate, la coprofagia, gli snuff movie, le riviste patinate, il sesso di gruppo, i cosidetti bukkake, l’anal: come definirli, analizzarli, considerarli? Quali sono i punti di vista delle più accanite femministe e come decidere di rispondere, capovolgendole, a talune definizioni?
Alan Soble è un professore di Filosofia, ha scritto diversi libri sul tema, ha tenuto corsi e lezioni universitarie, è chiaro che la sfera del sesso e del sessuale lo interessano parecchio, non fa niente per nascondere la sua personale fruizione di materiale pornografico. E non ci sono ragioni per cui dovrebbe farlo. Perché è così attratto da questi temi? Perché il porno fa  parte del sociale, perché ha una relazione stretta con la psicologia umana e perché è un tema che può essere trattato dal punto di vista filosofico che è il mare in cui naviga il professore americano di New Orleans. Il suo è un tentativo di spezzare le ipocrisie, di inneggiare alla polisemicità intrinseca del porno, da consumare con godimento senza arrivare a pensare che la mera fruizione diventi sinonimo di imitazione, di immedesimazione che da immaginata si fa concreta. Vedere un film porno non significa necessariamente decidere di agire allo stesso modo, ci sono immagini che eccitano ma che rappresentano azioni che il soggetto osservante non ripeterebbe mai nella realtà del quotidiano. Il punto di vista di Sobel, che è un fiume in piena di citazioni pur tralasciando la specifica di attori/registi/film porno degni di nota (peccato!), è libero, sganciato dalla moralità bigotta, lontano da quell’idea di costrizione e distruzione della dignità femminile (secondo lui la parità dei sessi è felicemente raggiunta nelle pellicole hard) e nel suo essere tendenzialmente maschile non diviene mai maschilista. Non si sogna certo di definire il mondo della pornografia come qualcosa di pulito ed elogiabile, ma allo stesso tempo ne rifiuta categoricamente la limitazione a qualcosa di subordinante al 100%. Ognuno percepisce l’esperienza secondo il proprio livello di desiderio/perversione/confidenza con se stesso. Un volumetto godibile e curioso, forse a tratti un po’ troppo teorico e maniacalmente dettagliato, ma pur sempre interessante e utile data l’importanza che la fruizione di immagini e video hard riveste nella società odierna, condizionando la collettività.
 
   
A cura di David Frati - Mangialibri.com  
   
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