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Salute

La dieta in maternità

A cura di Giuseppe Fatati
Responsabile Unità di Diabetologia, Dietologia e Nutrizione Clinica
Azienda Ospedale S. Maria, Terni

 

L'alimentazione durante la gravidanza

Quanto mangiare?

Fin dall'inizio della gravidanza è importante seguire una dieta corretta

Consigli speciali per persone speciali è il titolo del capitolo, delle Linee-guida per una sana alimentazione italiana dell'Istituto Nazionale di ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, dedicato alla donna in gravidanza . Una serie di dati ed indicazioni comportamentali elaborate da un gruppo di esperti sui diversi aspetti della nutrizione umana, sulla base delle evidenze scientifiche raccolte relative al rapporto tra alimentazione e salute. All'interno una serie di semplici informazioni ed indicazioni per mangiare meglio, proteggendo contemporaneamente la propria salute e quella del feto . In realtà, anche se i bisogni nutritivi diventano duplici, l'alimentazione della gestante non dovrebbe differire molto da quella seguita normalmente, tranne che nel prestare una maggiore attenzione alla qualità dei cibi assunti. Sostenere che in questo periodo la donna deve mangiare per due è un'affermazione esagerata, ma ancora ben radicata nell'immaginario collettivo. La richiesta aggiuntiva effettiva è, in media, intorno alle 300 kcal giornaliere e l'apporto quantitativo, utile per soddisfare questo bisogno, non dovrebbe modificare di molto i comportamenti abituali.
Fin dall'inizio della gravidanza è importante seguire una dieta corretta, equilibrata e variata, cercando di evitare aumenti di peso sconsiderati. Nella tabella accanto sono riportati alcuni valori indicativi per le gestanti del peso opportuno da mantenere.

Come mangiare?

Un discorso a parte va fatto per la qualità dell'alimentazione.
Una maggiore attenzione va rivolta all'apporto di proteine, di alcune vitamine e minerali, e al tipo di grassi.È raccomandata l'assunzione anche di pane, pasta, riso ed altri cereali, perché, se non troppo raffinati,
Se le fonti proteiche ottimali sono pesce, carni magre, uova, latte, formaggi e latticini, è raccomandata l'assunzione anche di pane, pasta, riso ed altri cereali, perché, se non troppo raffinati, sono in grado di prevenire la stipsi tipica di questo periodo.
I legumi secchi sono una buona fonte di proteine, ferro e calcio, tuttavia, il loro consumo deve essere moderato se non evitato perché possibile causa di meteorismo e coliche addominali. Aumenta il fabbisogno di calcio, così come di ferro, di folati, di vitamine B1, B2, B12, dunque, oltre ad arricchire il consumo di latte e latticini; è consigliabile consumare frutta e ortaggi, I prodotti ortofrutticoli sono un’ottima fonte vitaminicaprivilegiando quelli di colore giallo e arancio perché ricchi di beta-carotene, e verdure a foglie larghe di colore verde scuro. Cucinare gli alimenti troppo a lungo distrugge alcune vitamine, per cui frutta e verdure (dopo essere state lavate accuratamente) andrebbero consumate crude, al naturale o cucinate in maniera molto leggera.
I prodotti ortofrutticoli sono un'ottima fonte vitaminica: l'arancia, il pomodoro ed il kiwi sono ricchi di vitamina C e folati, mentre la carota, l'albicocca e gli ortaggi a foglia verde di provitamina A. I prodotti ortofrutticoli sono un’ottima fonte vitaminicaSono anche una fonte importante di minerali: gli ortaggi a foglia verde abbondano di calcio e ferro, mentre la patata ed il pomodoro di potassio. Questo tipo di alimenti possono essere consumati come snack tra un pasto e l'altro.
Il miglior grasso da condimento resta l'olio extra vergine d'oliva.
È bene aumentare l'apporto idrico in modo da coprire anche i fabbisogni fetali. Se è valida per tutti la regola di assecondare il senso della sete, anzi tentare di anticiparlo, bevendo a sufficienza, lo è a maggior ragione per le gestanti. Infine, è bene evitare:

  • i cibi di origine animale crudi e poco cotti che possono essere veicolo di patologie, come la toxoplasmosi, nelle donne non immunizzate
  • le bevande alcoliche
  • l'assunzione di quantità eccessive di caffeina.
 

L'alimentazione nel periodo dell'allattamento

Nonostante i bisogni nutritivi della donna che allatta siano superiori a quelli della donna in stato di gravidanza , lo stile alimentare consigliato non differisce di molto. I fabbisogni supplementari in energia dipendono dalla quantità di latte prodotto: fino al sesto mese il costo energetico legato all'allattamento si aggira tra le 450 e le 560 calorie giornaliere. Questa "spesa energetica" è in parte bilanciata dalle riserve di grasso che si sono formate durante la gravidanza. In ogni caso la richiesta maggiore è per le proteine (più di 17 grammi al giorno), il calcio, lo iodio, il rame, il selenio, l'acqua e le vitamine. Di seguito sono riportate le necessità legate alla produzione del latte.

Un'alimentazione ricca e variata riesce a far fronte alle accresciute necessità; in particolare si consiglia di:

 

Acqua: una portata lattea giornaliera di 750-800 ml (87% di acqua) comporta una necessità aggiuntiva di 650-700 ml.

Il contenuto di calcio nel latte materno è pari a 320 mg/litro; un consumo medio giornaliero del lattante di 750 ml comporta l'utilizzo di 240 mg di minerale. È quindi consigliata un'assunzione aggiuntiva di 400 mg di calcio giornaliera per prevenire le perdite.

  • consumare notevoli quantità di liquidi (ad esempio acqua, succhi di frutta, latte)
  • utilizzare olio di oliva come condimento (l'acido oleico presente nell'olio d'oliva è fondamentale per la maturazione del sistema nervoso del bambino)
  • mangiare frequentemente pesce (gli Omega-3 sono acidi grassi utili alle strutture nervose del piccolo)
  • consumare adeguate quantità di frutta fresca e vegetali.

Vanno al contrario evitati quegli alimenti che possono conferire odori e sapori sgradevoli per il lattante, tali da allontanarlo dal seno materno, o quei cibi che, per la presenza di sostanze vasoattive, sono potenzialmente in grado di scatenare reazioni simil allergiche.

Va assolutamente vietato l'utilizzo di superalcolici: l'alcol etilico passa nel latte e potrebbe inibire la montata lattea e causare problemi al lattante (ad esempio, vomito, diarrea, ipoglicemia). Il consumo di vino, esclusivamente ai pasti, va limitato al minimo (1-2 bicchieri a settimana). Un luogo comune da sfatare è quello degli ipotetici vantaggi del consumo di birra: non è vero che la birra migliora la secrezione lattea, al contrario può rilasciare nel latte materno, oltre all'alcol, anche sostanze di sapore amaro che lo rendono meno gradevole. Infine va limitato l'uso di caffè, tè, cacao e bevande a base di cola: la preferenza va invece data ai prodotti decaffeinati o deteinati.

Alimenti da evitare o consumare con moderazione

Alimenti in grado di conferire sapori particolari al latte materno:

  • asparagi
  • aglio
  • cipolle
  • cavoli
  • mandorle amare

Alimenti che possono scatenare reazioni simil allergiche:

  • formaggi fermentati
  • crostacei
  • molluschi
  • mitili
  • cacao o cioccolato
  • alcuni frutti (ad esempio fragole e pesche)