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Salute

Minorenni dal ginecologo

A cura di Giulia Volpe

Prima visita: una questione di ansia

Aldilà delle ragioni che possono spingervi dal ginecologo, la prima visita non è mai esente da ansia e preoccupazioni: “Cosa mi domanderà?”, “Dovrò confessargli che fumo, che faccio uso di droghe e, soprattutto, che ho già fatto sesso?“. E ancora: “Dirà tutto ai miei genitori?”, “Proverò dolore, imbarazzo, vergogna?”. Queste, solo alcune delle domande che affliggono voi, come tutte le giovani donne che cercano di arrivare preparate alla “famigerata” prima visita. Se poi non avete ancora avuto rapporti sessuali, la questione può essere persino più complessa. “Come farà a visitarmi se sono vergine?”, “Mi farà male, perderò sangue? O, peggio ancora, deciderà di visitarmi per via rettale?”.

Accusare ansia per qualcosa di sconosciuto, e indubbiamente imbarazzante, è cosa normale e difficilmente evitabile, ma spesso, a far sembrare la situazione peggiore di quella che è, concorrono altri fattori. Uno di questi è il passaparola, che tra amiche, conoscenti e consultazioni online, il più delle volte non restituisce un resoconto veritiero di quello che vi aspetta, specialmente se si considera che ogni caso ha un valore a se stante. Un’aspettativa obiettiva è quindi il primo passo per affrontare la novità senza “subirla”. Ma come si svolge, vi chiederete, questa temuta seduta ginecologica?

Prima di tutto si procede con un colloquio preliminare, quindi approfittatene per rilassarvi e prendere confidenza con lo specialista che avete di fronte. Vi farà delle domande volte a raccogliere la vostra anamnesi familiare, fisiologica e patologica oltre che, naturalmente, a conoscere, se c’è, il vostro passato sessuale. Assolutamente vietato mentire ma, niente paura, le vostre confidenze saranno protette dal segreto professionale che ogni medico è costretto a mantenere, a meno che non sia obbligato dal dovere di denunciare atti di stupro o altra grave violenza in sede legale.

Nella seconda fase vi sarà chiesto di stendervi sul lettino, dopo che vi sarete spogliate dalla cinta in giù dietro a un paravento e - tirato un bel respiro - ripresentate al cospetto del dottore. È il momento peggiore ma, superato questo, la strada è tutta in discesa. Con le gambe divaricate e appoggiate su due sostegni laterali siete pronte per la visita che inizia da un esame esterno dell’addome, per verificare se fegato o reni sono ingrossati, e della vulva per escludere la presenza di gonfiore, escrescenze, segni d’infezione, ulcere o piaghe. Probabilmente vi starete domandando cosa dire per rompere il “gelo”, ma ricordate: che parliate o meno, l’imbarazzo è solo il vostro (lui/lei ci è abituato/a) quindi rilassatevi ed aspettate il prossimo step.

Siete all’esame bimanuale, durante il quale il ginecologo munito di guanti inserisce indice e medio nella vagina premendo con l’altra mano sul basso ventre per controllare lo stato di utero, tube ed ovaie. In questo momento una sensazione d’estrema neutralità vi coglierà con immediato effetto tranquillizzante. Giusto in tempo per lo speculum: uno strumento dall’aspetto minaccioso, ma completamente innocuo. Ha la forma di un becco che penetra nella vagina dilatandola e permettendo al medico di osservare direttamente le pareti interne e scoprire eventuali anomalie. Nessun dolore, solo il freddo del metallo che scivola dentro, ma voi non vi lascerete impressionare. A questo punto si procede con il pap-test, un piccolo prelievo di mucosa effettuato attraverso lo speculum con un tampone simile ad un lungo cotton fioc. Anche qui non soffrirete, il tutto si riduce ad un lieve pizzicotto interno.

Il più è fatto, manca solo l’esame del seno, per assicurarsi che non ci siano noduli, grani ed altre anomalie. In questa fase il ginecologo vi insegnerà come praticare il controllo da sole attraverso la palpazione delle mammelle. Dovrete ripeterla una volta al mese, una settimana dopo la fine delle mestruazioni, cioè quando il seno non è più gonfio né ipersensibile.

Se siete “virgo”, ovvero se la vostra imene è ancora intatta (insomma, se ancora non avete avuto il primo rapporto sessuale completo) non è detto che questa sia così rigida e spessa da impedire una visita vera e propria. Se così fosse, niente paura, un bravo specialista non è un macellaio e saprà come meglio comportarsi per fare un esame accurato senza mancare di preservare la vostra integrità fisica e psicologica.