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Salute

Sesso e contraccezione: la parola alle giovanissime

Introduzione

La Giornata Mondiale sulla Contraccezione, svoltasi il 26 settembre ed anticipata dalla Conferenza di Berlino del 24, ha posto l'accento su un tema che, pur nel caleidoscopio di realtà locali del mondo, sembrerebbe accomunare razze, continenti, strati sociali sotto un unico comun denominatore: quello del rapporto fra i giovani ed un sesso sempre più precoce, disinibito, inconsapevole.

Scenari lontani anni luce per ragioni economiche, politiche, geografiche, sono popolati di giovani che, a dispetto di una condotta sessuale sempre più ispirata a "modelli televisivi di facile consumo" (mai visto, fra tanto sesso in TV, tirar fuori un profilattico, una pillola, od un cerotto, se non in una pubblicità progresso?), mostrano ancora poca dimestichezza verso il concetto di sesso sicuro; scarsa consapevolezza contraccettiva; e diffuse lacune informative. Il risultato è la diffusione allarmante delle malattie a trasmissione sessuale (MTS), di cui l'AIDS (di nuovo in crescita) è solo la punta dell'iceberg, e lo scarso utilizzo dei metodi contraccettivi, di barriera e o ormonali, con la conseguente impennata delle gravidanze indesiderate (a cui la prima giornata mondiale della contraccezione è stata appunto dedicata) e del tasso di aborti. Secondo le stime, riportate al congresso berlinese e nel corso della conferenza online avvenuta parallelamente all'attenzione del giornalismo del web mondiale, a fare sesso senza alcuna protezione contraccettiva sarebbe il 33% dei giovani europei, il 38% dei nordamericani ed il 45% di quelli dell'Asia pacifica.