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Salute

Neo-mamme, sesso e contraccezione

La contraccezione ormonale nel post-parto

Alleata di una nuova sessualità

Se per nel 20,7% dei casi, la sicurezza contraccettiva è considerata, fra le tante opzioni, la prima in grado di favorire il risveglio della sessualità nel post-parto; il 70% delle neo-mamme a cui è stato chiesto direttamente se la tranquillità contraccettiva aiuterebbe la sessualità, ha risposto in modo affermativo. A patto che soddisfi in modo personalizzato le esigenze precipue di ogni singola donna, che possono mutare a seconda dell'età, dello stato di salute fisica, delle condizioni psicologiche e dello stile di vita, senza dimenticarsi naturalmente delle preferenze della neo-mamma e di quelle del partner. Stando ai risultati del sondaggio, a rendere un contraccettivo ideale per le neo-mamme devono essere soprattutto "la sicurezza e l'efficacia del metodo" (ne è convinto il 31,6% delle partecipanti); la "semplicità e praticità di utilizzo" (30,5%); la "non intrusività" (15%); e la capacità di mettere "a proprio agio" nell'espressione della sessualità (13,6%).
A rendere il contraccettivo ormonale un utile alleato delle donne alla scoperta del nuovo ruolo di madre, però, non è solo la protezione dalle gravidanze indesiderate (che resta il primo vantaggio per il 31,2% delle votanti). Le risposte delle partecipanti suggeriscono, infatti, che l'identificazione di un metodo che si adatti alle proprie esigenze favorisce una sessualità più serena ed appagante (secondo il 25,2% delle neo-mamme); rende le mestruazioni meno dolorose ed i flussi meno abbondanti (19,1%); aumenta il benessere psicologico (9,6%) e fisico (6,6%); diminuisce o fa scomparire la sindrome premestruale (5,8%); e rende la pelle più luminosa (2,6%)!

Approfondimenti

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Salute » Contraccezione: a voi la parola

 

Qual è il mio contraccettivo?

Di fronte alle nuove esigenze di neo-mamma, da valutare nel ripristino di una copertura contraccettiva ormonale, emerge ancora una volta l'importanza del ginecologo nella scelta di un metodo personalizzato, che aiuti a sviluppare una nuova consapevolezza sessuale ed anticoncezionale. In una recente intervista a tema contraccezione e post parto, Rossella Nappi, ginecologa e docente all'Università degli Studi di Pavia, spiega come i 4-6 mesi dell'allattamento siano un momento prezioso per il ginecologo affinché costruisca "un'alleanza con la donna, sia per guidarla verso la riscoperta di una sessualità anche ludica, sia per aiutarla nella scelta di un contraccettivo che le garantisca la massima serenità ed efficacia nel proteggerla dalle gravidanze indesiderate". E' questo, infatti, il periodo migliore per identificare le nuove esigenze e confidare le proprie paure che, diverse da mamma a mamma, guideranno il ginecologo alla scoperta del metodo più adatto ad ogni donna. Non sempre, infatti, il metodo utilizzato prima della gravidanza può essere considerato ancora valido e spesso è necessario riconsiderare l’intero ventaglio delle scelte possibili, non solo per garantire la sicurezza e la tollerabilità del metodo, ma anche l’aderenza al trattamento scelto della donna che lo utilizza.

La folta lista di benefici attribuita dalle stesse donne all'uso del contraccettivo ormonale non cancella, tuttavia, le resistenze che le neo-mamme conservano talvolta nei confronti della contraccezione ormonale. Fra le più comuni ansie legate a questo tipo di contraccezione, spiccano, infatti, in ordine di percentuale, il timore di ingrassare o di vedere aumentare la cellulite (che accomuna il 23% delle donne nel post-parto); i presunti effetti  indesiderati degli ormoni sulla salute (24,8%), il più delle volte legati a falsi miti diffusi da passaparola o cattiva informazione; e la paura di dimenticarsi dell'assunzione del contraccettivo (16,7%), timore tanto più fondato, quanto più frequente è la cadenza di somministrazione.

Riguardo alla paura dei presunti effetti sulla salute, la letteratura scientifica ha ormai dimostrato l'effetto preventivo della contraccezione ormonale su una serie di importanti possibili patologie future, come ad esempio il tumore dell’ovaio.

Inoltre è necessario chiarire che i dosaggi sempre più bassi offerti dai più recenti metodi contraccettivi ormonali che combinano un tasso di estrogeni minore e con progestinici sempre più selettivi, garantiscono da un lato la diminuzione degli effetti collaterali (tensione mammaria, gonfiore, cefalea, irsutismo, ecc.), dall'altro la riduzione dell'impatto su metabolismo di grassi e zuccheri. I dati più recenti in lwtteratura confermano questo rapporto positivo fra contraccezione ormonale e peso corporeo.

Uno studio clinico pubblicato su Nutrition Journal [Piccoli A, Crosignani P, Nappi C et al.], condotto su un campione di 182 donne italiane di tutte le fasce d'età (dai 18 ai 45 anni) e durato sei mesi in condizioni di "vita reale", ha ad esempio dimostrato che il cerotto contraccettivo non influenza né il peso né l'indice di massa corporea della donna, con evidenti vantaggi sia in termini di salute che di immagine di sé. Lo studio ha inoltre dimostrato che il cerotto non modifica nemmeno la composizione corporea, in quanto non sono state osservate variazioni clinicamente significative dei vari compartimenti del corpo, nello specifico del volume dei fluidi (e quindi di cellulite e ritenzione idrica).

Quanto al timore delle neo-mamme di dimenticarsi, in un periodo denso di avvenimenti come il post-parto, dell'assunzione del contraccettivo ormonale nei tempi previsti (senza i quali il metodo non garantisce più la sua efficacia), grazie ai metodi di somministrazione non orale, come cerotto ed anello, la nuova mammaha possibilità maggiori: è oggi libera dalla schiavitù dell'auto-somministrazione quotidiana imposta dalla pillola e realmente difficile da ricordare. "Le dimenticanze sono una della maggiori cause di spotting, cioè delle perdite ematiche infra-mestruali, e dei fallimenti contraccettivi – ricorda Rossella Nappi - dunque, le vie di somministrazione che non prevedono un appuntamento quotidiano, come nel caso della pillola, vanno sempre di più incontro ad una donna che deve mettere la contraccezione nei suoi ritmi di vita, che ha orari fluttuanti e che deve far fronte a giornate interminabili".

 

Nuovi metodi: le preferenze delle neo-mamme

Ci siamo chiesti dunque se le nuove mamme fossero (e quanto) a conoscenza dei contraccettivi ormonali non orali (cerotto ed anello) e quali fossero le loro preferenze in merito. Dal sondaggio è emerso innanzitutto che un buon 60% di mamme è al corrente dell'esistenza sia della via trasdermica, sia di quella vaginale; che un 20,8% conosce solo il cerotto; e che solo l'8,1% è a conoscenza dell'anello. Se interrogate sulla possibilità di far ricorso a tali metodi il 28% delle partecipanti ha affermato che li utilizzerebbe entrambi; il 27,2% ha dichiarato che si affiderebbe solo al cerotto; ed uno scarso 8%, al contrario, solo all'anello. Una preferenza netta, che rispecchia quella mostrata dal folto gruppo di adolescenti interrogate, sempre in tema di contraccezione, dal nostro precedente sondaggio; e che, riferita al gruppo di neo-mamme, spinge a indagare di più sulle ragioni alla base. Se entrambi i contraccettivi, infatti, garantiscono sul piano della compliance (aderenza la metodo scelto) una maggiore affidabilità rispetto alla pillola, perché il cerotto transdermico continua a riscuotere più favori al confronto con il metodo vaginale?

Come è facile intuire, quel che rende il cerotto un alleato di prima scelta anche per la donna che vive gli stravolgimenti del post-parto, è in primo luogo la capacità di combinare compliance e "discrezione". "Se pensiamo al post-partum, o per meglio dire alla contraccezione finito l'allattamento – continua Rossella Nappi - la via transdermica potrebbe essere quella più adatta per varie ragioni. Prima di tutto il cerotto è qualcosa che la donna ha sulla pelle; lo vede, lo controlla, quindi può avere la sensazione di controllare meglio il metodo ormonale. L'altra ragione è che il cerotto contraccettivo è meno intrusivo rispetto all'anello". Secondo la ginecologa, infatti, la grande modificazione degli organi interni che avviene in seguito al parto, fa sì che "la donna tenda a non accettare così facilmente e volentieri qualcosa da mettere proprio in quella zona - subentrano mille paure: che l'anello non resti al suo posto, che si possano danneggiare i mitici punti interni". Ed ecco che il cerotto, si rivela una prima scelta ideale per la nuova donna-mamma, che non va ad intromettersi nel suo delicato processo di riequilibrio psichico e fisiologico.
Non va dimenticato, oltretutto, che tali vantaggi vanno ad aggiungersi a quelli non strettamente contraccettivi dei metodi ormonali: "Il cerotto è leggero, non favorisce l'aumento della massa grassa, ha un'azione cosmetica importante, grazie alle proprietà del progestinico che ha una buona attività anti-androgenica, ha un contenuto di estrogeni che è sufficiente a garantire il controllo del ciclo e a potenziare gli effetti del progestinico. In sostanza, presenta dei plus considerevoli che si aggiungono al fatto che la donna, questo nuovo io-mamma, che si deve riappropriare di una sessualità completa e appagante, quando guarda alla contraccezione, può accogliere più facilmente il cerotto come qualcosa di esterno al suo corpo, come qualcosa di non intrusivo, che la protegge".