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Salute

Neo-mamme, sesso e contraccezione

Il sesso prima e dopo il parto

L'eros col pancione

In mancanza di particolari fattori di rischio per la gravidanza, lo stato "interessante" non rappresenta da solo un ostacolo al rapporto sessuale. Tuttavia, nel corso di quei nove mesi, alcune dinamiche, tipicamente connesse alla gravidanza, possono rendere il sesso più difficoltoso per la donna e per il partner. Anche in assenza di precise indicazioni mediche, infatti, la comunicazione erotica, il desiderio sessuale e, di conseguenza, gli incontri sotto le lenzuola, possono diminuire drasticamente e, in certi casi, persino interrompersi. I motivi sono molteplici, e vanno dalle preoccupazioni di nuocere al feto (del tutto infondate, grazie al tappo mucoso che lo isola dal contatto con l'organo maschile); alla convinzione, generalmente di natura religiosa, che la sessualità sia una sfera non scindibile dalla funzione riproduttiva; da alcuni fattori fisici femminili, come variazioni ormonali, nausee, vomito, aumento ed indolenzimento del seno - che possono scoraggiare la donna, inibendo il suo desiderio e quello del partner - alla paura paura di restare di nuovo incinta.

Ma se in alcuni casi, la gravidanza allontana dall'esercizio della sessualità; in altri, può al contrario fungere da fattore scatenante, rendendo il sesso persino più desiderabile. Per saperne di più su questo ed altri aspetti della sessualità in gravidanza, abbiamo sottoposto la community di mamme di Gynevra, ad un sondaggio a tema, intitolato appunto "Mamma sì, ma anche donna''. Tra i risultati più interessanti, è stato scoprire che per la maggior parte delle votanti (finora 700) il sesso in gravidanza, non è poi così sgradito... anzi! Quasi la metà delle future mamme (il 49,6%), infatti, lo descrive come ''un nuovo gioco fatto di tenerezza'', suggerendo un trend confortante a cui si aggiunge un buon 9% per cui l'eros col pancione rappresenta addirittura ''il trionfo della libido''!
Il restante 41,2% delle mamme, invece, si divide tra chi ne farebbe ''volentieri a meno'' (13,6%); chi lo evita esclusivamente per la ''troppa paura di far male al bambino''; e chi lo considera persino ''una missione impossibile''! (10,8%).
In ogni caso, premesso che il sesso è una scelta da compiere in piena libertà, è bene tranquillizzare le mamme sulla totale assenza di controindicazioni in gravidanza, a meno che non esistano specifiche raccomandazioni legate a particolari condizioni mediche. E che anzi, continuare a vivere la propria sessualità nel corso della gravidanza può rappresentare un'esperienza speciale, utile al rafforzamento dell'affinità erotica, soprattutto in previsione del post parto. Periodo in cui, restando ai dati del sondaggio, le percentuali su sesso e nuovo ruolo di mamma sembrerebbero descrivere una situazione meno rosea della precedente.

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Dopo il parto, poppate, pannolini e poco sesso

Tutto sommato, le donne in gravidanza sembrano godersi lo stesso (in certi casi anche di più) la dimensione sessuale di coppia. Ma cosa succede quando l'esser madre non è più solo un sogno in via di realizzazione, ma una realtà a tutti gli effetti, con i suoi pregi e difetti? I risultati del nostro sondaggio dimostrano che, sebbene il il sesso conservi un'importanza teorica rilevante, nel post-parto la frattura fra ciò che si desidererebbe e quel che avviene in pratica si fa più profonda. La frequenza dei rapporti precipita verso il basso e ciò non lascia indifferenti le neo-mamme, di cui solo il 3,3% dichiara, in questa fase, di considerare il sesso "superfluo". E se all'opposto, un più pesante 12% continua a considerarlo una "boccata d'aria", il restante 84,6% si divide fra chi lo relega in fondo alla lista delle priorità (15,8%), chi ne sottolinea la difficoltà (23,3) ed una larga maggioranza che lo considera un mondo da riscoprire (45,5%). Posizione, quest'ultima, che riassume in poche parole quel che ogni donna ha sempre saputo, da mamme, nonne o amiche che prima di lei hanno intrapreso la nuova esperienza di mamma: un figlio ti cambia la vita. E in questo senso la sfera sessuale non sembra fare eccezione. Ma perché, quali sono i freni che dopo il parto inibiscono la libido delle neo-mamme? E come scoprire una nuova sessualità, ora che il sonno, l'alimentazione, gli orari, la propria immagine allo specchio, l'intera vita, subiscono uno stravolgimento?
A spegnere il desiderio, stando alle risposte delle nostre partecipanti, sarebbero diversi fattori legati alla nuova condizione di mamma. Fattori legati ai nuovi ritmi di vita (il 28,6% dichiara di essere "troppo stanca"); alle mutate condizioni fisiche (il 19,7% si sente "troppo grassa" e il 10, 7 non si riconosce allo specchio), al timore di restare di nuovo incinta (12%), e a questioni di natura psicologica (il 15,8 non si sente "abbastanza desiderata" ed il 7,8 lamenta di non essere "compresa").

 

Il risveglio dei sensi...

Ma se un con colpo d'ali la cicogna scaccia l'eros dalla vita di coppia, la maggior parte delle neo-mamme ipotizza modi per risvegliare la libido schiacciata da poppate, chili di troppo, e tempeste ormonali. Certo l'ideale, afferma il 33,5% delle partecipanti, sarebbe avere meno cose a cui pensare, ma, in fondo (ricordate?), "un figlio ti cambia la vita!". La soluzione, naturalmente, varia da situazione a situazione, tuttavia, intervenire in modo mirato sui vari fattori può aiutare ogni puerpera a riscoprire il proprio equilibrio fisico ed interiore.
Così, se per il 7,5% delle neo-mamme la miglior soluzione è da identificarsi in una dieta efficace; per il 13,9, è il ripristino dell'attività fisica; per il 14, il miglioramento del dialogo col partner; e per il 7,4, l'arrivo di una baby-sitter. Ipotesi che possono si rivelarsi ottimali se valutate come parte di una nuova sinergia di fattori, in cui le vecchie esigenze di donna "collaborano" con le nuove di madre. In tal senso, l'importanza che le neo-mamme riservano alla sicurezza contraccettiva, che nel 20,7% dei casi è indicata come primo fattore in grado di restituire la serenità necessaria al risveglio dei sensi, merita un discorso a parte. Non solo perché mette al riparo dal rischio di un'altra gravidanza (indesiderata o troppo precoce), ma anche per gli altri vantaggi che un metodo personalizzato può garantire alla donna in questa delicata fase della vita.

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