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È essenziale che la donna durante la gravidanza e nel periodo dell'allattamento curi in modo particolare la sua alimentazione perché una dieta varia ed equilibrata rappresenta un fattore fondamentale per la buona evoluzione della gravidanza, il corretto sviluppo del feto e l'adeguato accrescimento del neonato.
L'alimentazione della donna in gravidanza deve coprire sia le necessità nutrizionali della futura mamma, che deve mantenere il suo corpo in perfetta efficienza, sia i fabbisogni del feto in crescita. La razione alimentare deve essere più abbondante sotto il profilo dell'energia e dei nutrienti, ma non deve mai sconfinare in un'iperalimentazione che potrebbe rivelarsi dannosa per la donna e per il buon esito della gravidanza.
Il calcolo del fabbisogno energetico supplementare deve tenere conto di vari fattori, primo fra tutti dello stato nutrizionale della donna all'inizio della gravidanza poi anche della fisiologica riduzione dell'attività fisica durante i mesi di gestazione.
In media l'incremento di peso che si dovrebbe avere al termine della gravidanza dovrebbe essere compreso tra i 9 ed i 12 kg con un andamento caratterizzato da variazioni non significative durante il primo trimestre e da aumenti di circa mezzo chilogrammo alla settimana durante il corso del secondo e del terzo trimestre.
In realtà l'incremento auspicabile di peso ed il fabbisogno aggiuntivo di energia devono essere definiti individualmente perché dipendono dal livello dell'Indice di massa corporea (IMC) pre-gravidanza della donna.
Se all'inizio della gravidanza la donna si trova in una situazione di:
Naturalmente le donne che all'inizio della gravidanza si trovano sottopeso necessitano di una quantità di energia superiore rispetto a quelle donne che invece iniziano la gravidanza in condizioni di peso ottimale o addirittura in sovrappeso.
La richiesta energetica aggiuntiva dovrebbe essere all'incirca di 300 kcal giornaliere per le donne normopeso, di 365 kcal giornaliere per le sottopeso e di 200 kcal giornaliere per le sovrappeso; se poi il periodo della gravidanza è caratterizzato da una sensibile diminuzione dell'attività fisica l'assunzione energetica supplementare dovrebbe indicativamente essere di 150 kcal per le normopeso, di 100 kcal per le sovrappeso e sempre di 365 kcal per le sottopeso.
| Normopeso (IMC tra 18.5 e 25 kg/m2) |
Aumento di peso tra 11.4 e 16 kg |
| Sottopeso (IMC inferiore a 18.5 kg/m2) |
Aumento di peso tra 12.5 e 18 kg |
| Sovrappeso (IMC tra 25 e 30 kg/m2) |
Aumento di peso tra 7 e 11.5 kg |
| Obesità (IMC superiore a 30 kg/m2) |
Aumento di peso di 7 kg |
L'alimentazione durante la gravidanza non dovrebbe essere sottoposta a cambiamenti particolarmente rilevanti rispetto a quelle che sono le normali abitudini, naturalmente se queste sono corrette: la dieta deve essere equilibrata, la scelta degli alimenti deve essere varia ed i cibi dovranno essere cucinati nel modo più semplice possibile. L'apporto calorico supplementare dovrà contenere il 20% di proteine, il 25-30% di lipidi ed il 50-60% di glucidi.
Le proteine sono indispensabili per il corretto sviluppo del feto il quale nell'ultimo trimestre della gestazione necessita di circa 2,8 g di proteine al giorno per kg di peso. È solitamente ritenuto sufficiente un incremento supplementare di 13 g di proteine al giorno che può essere soddisfatto con l'assunzione regolare di pesce, carne, uova ma anche di latte e formaggi che oltre alle proteine forniscono anche un buon apporto di calcio.
Il fabbisogno di lipidi non subisce variazioni rispetto al fabbisogno dell'individuo normale; l'attenzione dovrà essere posta alla scelta qualitativa dei lipidi preferendo i grassi di origine vegetale e quelli contenuti nel pesce rispetto a quelli di origine animale contenuti nel burro, nello strutto, nelle carni grasse e nei formaggi grassi. Il migliore condimento è rappresentato dall'olio extravergine di oliva.
I carboidrati che sono una delle principali fonti di energia devono costituire circa il 55% delle calorie totali, come nella dieta in condizioni normali; questi nutrienti dovranno essere assunti soprattutto sotto forma di zuccheri complessi piuttosto che sotto forma di zuccheri semplici e quindi andrà privilegiato il consumo di pane, pasta, riso, polenta rispetto ai dolci ed alle bevande dolcificate. Per prevenire la stipsi, frequente in gravidanza, potrà rivelarsi utile il consumo di cibi integrali.
Le vitamine, fondamentali per lo svolgimento di numerosi processi fisiologi, sono sostanze che non vengono sintetizzate dall'organismo e che, di conseguenza, devono essere assunte dall'esterno con gli alimenti. Il fabbisogno vitaminico (in gravidanza aumenta il fabbisogno di vitamina A, B1, B2, B12, B6, D) viene solitamente soddisfatto da una scelta appropriata di cibi garantito dal consumo regolare di frutta e di verdura; si consiglia di privilegiare i prodotti di colore giallo-arancio e le verdure a foglie larghe di colore verde scuro.
Durante la gravidanza aumenta, anzi raddoppia, rispetto al normale il fabbisogno di acido folico: questa sostanza infatti viene utilizzata per la sintesi del DNA dei tessuti, che sono in rapido accrescimento, e per la sintesi dei globuli rossi. L'acido folico è presente nei vegetali a foglia, nel fegato, nelle uova e nei legumi; il fabbisogno giornaliero consigliato, che per l'individuo adulto è di 0,2 mg, aumenta in gravidanza a 0,4 mg e durante l'allattamento a 0,3 mg. Se, malgrado una corretta alimentazione, gli esami di laboratorio dovessero rivelare la presenza di bassi livelli di acido folico è possibile colmare questa carenza con la somministrazione di specifici integratori, prescritti dal medico specialista.
| Donne adulte |
0,2 mg al giorno |
| Donne in gravidanza |
0,4 mg al giorno |
È importante tenere presente che una parte delle vitamine contenute nelle verdure viene perduta nel corso della cottura degli alimenti così come durante la conservazione dei vegetali a temperatura ambiente. Anche nei vegetali surgelati si verifica una riduzione del contenuto di vitamine, sostanze che in parte vengono perdute anche durante i trattamenti che precedono i processi di inscatolamento: di conseguenza è buona norma consumare sempre verdure e frutta fresca di stagione.
Per quanto riguarda il fabbisogno di minerali un'alimentazione varia ed equilibrata ne assicura, in linea di massima, un adeguato apporto.
Una richiesta maggiore riguarda comunque il ferro, elemento essenziale per l'organismo umano perché interviene nella costituzione dell'emoglobina, proteina contenuta nei globuli rossi e deputata a trasportare l'ossigeno dai polmoni ai vari tessuti e quindi anche al feto. Il fabbisogno raccomandato di ferro, che per la donna in età fertile è di 18 mg al giorno, durante la gravidanza aumenta a 30 mg al giorno. Qualora le elevate necessità dell'organismo non riescano ad essere soddisfatte dall'apporto alimentare e le analisi rivelino la presenza di uno stato anemico si rende necessaria la somministrazione di un supplemento di ferro da assumere secondo il dosaggio che il medico ritiene più idoneo per il caso specifico.
| Donne adulte in età fertile |
18 mg al giorno |
| Donne in gravidanza |
30 mg al giorno |
Durante la gravidanza aumenta anche il fabbisogno di calcio, elemento che svolge nell'organismo importanti funzioni e prima fra tutte quella di entrare nella composizione di ossa e denti: infatti mentre il livello di assunzione raccomandato per la donna in età fertile è di 800 mg al giorno, durante la gestazione per far fronte alle maggiori richieste legate all'accrescimento del feto, diventa di 1200 mg al giorno. Tale richiesta viene soddisfatta da una dieta in cui siano sempre presenti il latte, i formaggi, lo yogurt ed i gelati.
| Donne in età fertile (tra i 20 ed i 30 anni) |
1000 mg al giorno |
| Donne in età fertile (tra i 30 anni e la menopausa) |
800 mg al giorno |
| Donne in gravidanza | 400 mg al giorno in più rispetto al fabbisogno normale |
È bene poi non trascurare alcune importanti raccomandazioni di ordine generale quali: evitare i pasti troppo abbondanti ma, per favorire i processi digestivi, frazionare l'assunzione dei cibi nell'arco della giornata con "spuntini" tra i pasti principali, limitare il consumo del sale da cucina che favorisce la ritenzione idrica, bere acqua in abbondanza, evitare il fumo e l'alcol che sono dannosi per il feto, assumere con moderazione tè e caffè. Inoltre per evitare di introdurre nell'organismo alimenti potenzialmente contaminati da microrganismi patogeni (come il Toxoplasma gondii) è prudente evitare di mangiare cibi di origine animale crudi o poco cotti (inclusi gli insaccati) e lavare sempre molto accuratamente la frutta e la verdura.
topDurante l'allattamento la neo mamma deve continuare ad alimentarsi in modo completo e vario con una dieta simile a quella seguita durante la gravidanza: è importante che curi la propria alimentazione per mantenere una buona produzione di latte perché ormai è noto che il latte materno oltre a costituire l'alimento ottimale per il bambino lo rende forte nei confronti dell'azione nociva dei microrganismi patogeni.
Durante il periodo dell'allattamento il supplemento richiesto di energia è di circa 500 kcal in più al giorno. In questo periodo aumenta il fabbisogno proteico: la donna che allatta deve introdurre con la dieta almeno 17 g di proteine in più al giorno. Per quanto riguarda invece il fabbisogno glucidico, lipidico e vitaminico la richiesta durante l'allattamento equivale alla richiesta che si ha durante la gravidanza; è buona norma continuare a privilegiare gli alimenti contenenti zuccheri complessi, i grassi di origine vegetale e continuare a consumare una dieta ricca di ortaggi, verdura e frutta fresca rispettando sempre le buone regole di cottura degli alimenti per limitare al minimo le perdite di vitamine.
Durante l'allattamento rimane elevato il fabbisogno di calcio, che corrisponde a 1200 mg al giorno, per far fronte alla perdita del minerale con la secrezione lattea.
La mamma che allatta dovrebbe evitare di assumere cibi piccanti, speziati o dal sapore forte come cavoli, aglio, porri, cipolla, peperoni, cetrioli, asparagi, carciofi, funghi ecc. capaci di provocare nel latte l'insorgenza di un sapore e di un odore sgradevoli e che potrebbero causare un allontanamento del bambino dal seno, ma anche gli alimenti potenzialmente allergizzanti come arachidi, crostacei, molluschi, fragole, cioccolata, selvaggina, frutta secca.
È importante bere molta acqua, limitare il consumo di bevande con effetto nervino quali caffè, tè e bibite a base di cola, evitare l'assunzione di bevande alcoliche e naturalmente non fumare.
| Acido folico | 0,3 mg al giorno |
| Calcio | 400 mg al giorno in più rispetto al fabbisogno normale |
| Ferro | 18 mg al giorno |
A cura di Antonella Argiroffo
Alimentazione e dieta , Disturbi del comportamento alimentare , Frutta e verdura stagione per stagione , Indice di massa corporea , Metabolismo basale